27.09.2023 – 09.12 – Il decreto-legge Caivano, il cui nome deriva dal comune italiano teatro di agghiaccianti fatti di cronaca nera che hanno avuto come protagonisti dei minorenni, contiene “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa, alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale” (d.l. 123/2023).
Come contrastare il disagio giovanile, la povertà educativa e la criminalità minorile? Come proteggere i minori dalle insidie del mondo digitale? Il Governo cerca di azionare tutte le leve possibili, responsabilizzando i genitori, potenziando la scuola, migliorando il territorio e inasprendo le pene. Un programma ambizioso che cerca di fronteggiare un lungo, lunghissimo declino che ha visto indebolirsi il ruolo delle famiglie e svilirsi le scuole in un territorio sempre più degradato. Non pensare al comune di Caivano in particolare: guardati attorno e trai le tue conclusioni.
Tra le numerose novità e i vari interventi, il decreto legge punta il dito anche sulla “Inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori”. La questione non è di poco conto perché, se oggi i ragazzi non vanno a scuola, non vanno mica nel Paese dei Balocchi, correndo il rischio di trasformarsi in somari com’è accaduto a Lucignolo, l’amico di Pinocchio. Nei tempi moderni, chi diserta la scuola rischia seriamente di intraprendere un percorso criminale e le sue scorribande finiscono per assomigliare a quelle di Alex, il protagonista di Arancia Meccanica.
Viene così introdotto il nuovo articolo 570 ter del Codice Penale che punisce chi dovrebbe accertarsi che i minori in età scolastica vadano a scuola, cioè, normalmente, i genitori. Così, in una società che ci deresponsabilizza, all’improvviso ci si ricorda della “responsabilità genitoriale” e dell’obbligo, da parte dei genitori, di educare i propri figli. Per i genitori pigri e distratti, le sanzioni non sono leggere. Infatti, la legge penale stabilisce che “Il responsabile dell’adempimento dell’obbligo scolastico che … non prova di procurare altrimenti l’istruzione del minore o non giustifica con motivi di salute, o con altri impedimenti gravi, l’assenza del minore dalla scuola, o non ve lo presenta entro una settimana dall’ammonizione, e’ punito con la reclusione fino a due anni.”
In pratica, se i ragazzi invece di andare a scuola vanno a zonzo, magari commettendo reati di vario genere, i genitori rischiano fino a due anni di prigione. Il che, non è detto sia un’esperienza negativa. Voglio dire, se tuo figlio non ti ascolta, va sempre in giro, diventa un delinquente e viene arrestato, e tu vieni arrestato per non averlo mandato a scuola, ebbene, quel rapporto genitore/figlio che non si è consolidato all’interno delle mura domestiche, forse nasce e si rafforza all’interno di quelle carcerarie, durante l’ora d’aria nel cortile della prigione, dove la famiglia si ritrova finalmente riunita.
dell’avv. Guendal Cecovini Amigoni


