Il cannolo, simbolo dell’immaginario gastronomico siciliano

10.09.2023 – 09.00  Il cannolo siciliano è senza dubbio un simbolo significativo dell’immaginario gastronomico siciliano nel mondo e non solo. La sua diffusione è infatti ormai talmente elevata, grazie anche a pasticceri siciliani che si sono spostati non soltanto in altre regioni in Italia, ma anche all’estero che rappresenta uno dei dolci più conosciuti e apprezzati del nostro territorio. Tanto è vero che è stata ufficialmente riconosciuto e inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF).

Ma come è nata la ricetta del cannolo siciliano? Come sappiamo sono vari i popoli che hanno dominato la Sicilia nelle epoche passate e tra i vari possiamo ricordare il popolo romano, i bizantini, gli arabi e i normanni. In questa storia ricca di conquiste e mescolanze, dunque, anche il cibo ne ha di certo subito l’influenza compreso il cannolo siciliano, la cui storia non esclude miti, leggende, usi e costumi.
Una prima precisazione da fare riguarda l’origine del nome: il suo riferimento è legato alle canne di fiume su cui veniva arrotolata nel XVII secolo la cialda durante la sua preparazione.

Cerchiamo adesso di risalire alle origini di questo delizioso dolce siciliano. La prima descrizione del cannolo è stata attribuita ai Romani, pare infatti che Cicerone ne abbia parlato per la prima volta che fra il 75 e il 76 a.C., il quale fu questore di Lilybeo, ovvero l’odierna Marsala. L’esatta frase che pronunciò fu: Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus la cui traduzione sarebbe “tubo di farina ripieno di morbida crema di latte” che sembra proprio descrivere le caratteristiche del cannolo, probabilmente in una versione ancora primordiale.
Sembra che la vera e propria nascita di tale prelibatezza risalga nel periodo della dominazione araba in Sicilia, in una zona chiamata “Qal’at al-Nissa”, oggi Caltanissetta, che letteralmente significa “Castello delle donne”. Secondo tale tradizione, le protagoniste di tale invenzione furono le donne dell’harem del Castello delle donne, probabilmente concubine degli emiri saraceni. La tradizione narra che queste donne per intrattenersi durante l’assenza dei propri consorti ammazzavano il tempo sperimentando nuove ricette per stupire i loro uomini e per la preparazione del cannolo pare che abbiano preso spunto da un dolce arabo composta da ricotta, miele e mandorle e dal dolce descritto da Cicerone. La tradizione più diffusa collegata alla prima riporta che quando terminò la dominazione araba in Sicilia, quelle stesse donne dell’harem si convertirono alla fede cristiana e ritirandosi in monastero continuarono a preparare l’attuale cannolo soprattutto in occasione del carnevale. Da quel momento in poi però il dolce fu talmente apprezzato che cominciò ad essere prodotto in ogni momento dell’anno.
Il cannolo siciliano classico ad oggi non è cambiato più di tanto; infatti, gli ingredienti di base sono sempre gli stessi, ovvero una scorza di pasta fritta e un ripieno a base di ricotta di pecora setacciata e zuccherata con l’aggiunta finale di canditi, gocce di cioccolato e una spolverata di zucchero a velo. Nel tempo i vari pasticceri si sono sbizzarriti creando diverse varianti come il cannolo al pistacchio, al cioccolato, con granella di nocciole o di mandorle, con scorza d’arancia e canditi oppure semplice. Vista la diffusione delle intolleranze e allergie al glutine e alla celiachia oggi viene anche realizzato senza glutine.

Se non vuoi perderti l’esperienza di assaggiare gli amati cannoli siciliani a Trieste è possibile trovarli presso la Pasticceria Trieste in via Fabio Severo 93, la Pasticceria Maritani in Piazza Nicolò Tommaseo 3 e presso Gangemi Dolceria che si trovia sia in V.le Venti Settembre 10 e a Capo di Piazza G. Bartoli 2.

[a.m]

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