13.09.2023 – 07.01 – Novità per la piattaforma di import-export ungherese nell’ex Aquila? Sembrerebbe così, stando ad alcune dichiarazioni del deputato e vice ministro al Ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT) Edoardo Rixi. Questi, in una nota stampa, ha affermato di aver avuto “un confronto costruttivo col vice ministro ungherese ad Affari esteri e Commercio, Levente Magyar, al fine di fare il punto su un importante investimento nel porto di Trieste”.
Il progetto ungherese di Adria Port è stato più volte menzionato dal governo Orban, a lungo favorevole all’utilizzo dello scalo sloveno di Koper/ Capodistria; lo status di porto franco e i collegamenti ferroviari avevano però convinto, anni addietro, gli ungheresi a scommettere su Trieste. Rixi ha informato di stare lavorando “per sbloccare i bandi e realizzare le opere di dragaggio e banchinamento, poiché il porto di Trieste è uno dei più importanti scali italiani e del Mediterraneo”. La zona dell’ex Aquila, notoriamente inquinata e come tale delicata sotto il profilo delle autorizzazioni, prevede quale progetto iniziale la realizzazione di un tratto di banchina (250 su 700 metri) e i necessari dragaggi, onde raggiungere i 12 metri di profondità. Tra sei mesi la prima fase di lavori dovrebbe partire.
“Il governo ha l’obiettivo di consolidare lo scalo friulano come hub logistico di riferimento per il traffico merci tra Europa centro-orientale, Asia e Medio Oriente” ha concluso Rixi, riaffermando l’impegno del governo Meloni anche nel Nord Est.
[z.s.]


