Trieste Estate: il 27 luglio i Carmina Burana di Orff al Castello di San Giusto

26.07.2023 – 07:30 – I Carmina Burana di Carl Orff, mastodontica composizione degli anni ‘30 del secolo scorso, saranno proposti al pubblico nel Castello di San Giusto giovedì 27 luglio nell’ambito della rassegna Trieste Estate 2023. La “cantata scenica”, ispirata all’omonima raccolta di testi medievali, oltre a essere l’opera più nota del compositore tedesco, è divenuta universalmente conosciuta grazie all’utilizzo del diffuso che i media hanno fatto del numero di apertura, “O fortuna”, popolarissimo tra spot e colonne sonore degli ultimi decenni. Una seconda giovinezza, dopo l’ostracismo incontrato agli esordi, che ha assicurato ai Carmina Burana una serie di rivisitazioni nelle chiavi più disparate, dal crossover all’heavy metal.

A guidare le maestranze del Teatro Verdi di Trieste, cui si aggiungerà il Coro del Friuli-Venezia Giulia guidato da Anna Molaro, ci sarà il maestro Giulio Prandi, uno dei direttori più apprezzati della sua generazione, specializzato nel repertorio antico e barocco, per l’occasione impegnato in una composizione ibrida con un piede nel passato e l’altro nel Novecento. Saliranno sul palco anche il controtenore Filippo Mineccia, vera star del nuovo Ba-Rock per la prima volta a Trieste, il soprano Eleonora Bellocci e il baritono Vincenzo Nizzardo, ben noto al pubblico di casa per essere stato in più occasioni protagonista al Verdi. Il coro del Verdi è preparato da Paolo Longo mentre Morena Barcone curerà i movimenti coreografici. L’appuntamento è per le ore 21 di giovedì 27 luglio nel Piazzale del Castello di San Giusto, i biglietti sono acquistabili su vivaticket a questo link.

Composto in 24 brani da Carl Orff seguendo, totalmente al buio delle indicazioni musicali allora non ancora decifrate, i componimenti poetici medievali ritrovati ad inizio ‘800 nella Bura di San Benedetto in Alta Baviera in latino, alto tedesco e provenzale antico, soprattutto grazie alla fascinazione di libertà che da questi testi spirava negli anni bui del nascente nazismo e che gli costò l’ostracismo del regime, i Carmina Burana furono subito un successo di massa e con i lavori di Tolkien degli anni ’50 in letteratura, sono di certo la punta di massima popolarità main-stream della riscoperta in chiave fantasy del Medio Evo. Collocazione dunque perfetta ed assai suggestiva tra le austere mura del Castello di San Giusto, luogo ideale per un’opera che racconta nel testo il vero Medio Evo e nella musica la sua proiezione mimetica nel Novecento e soprattutto ottima la scelta di Giulio Prandi sul podio: vero punto di riferimento europeo per la musica antica e barocca, vincitore di innumerevoli premi internazionali con il Coro e Orchestra Ghislieri da lui costruiti in anni di meticoloso lavoro, Prandi saprà inverare con sapienza la finzione medievale dominando l’oceanico organico, tra i più grandi del Novecento musicale, peraltro reso più articolato dalla presenza di molti strumenti raramente usati come la raganella, i cymbali, i sonagli, campane tubolari, le nacchere, il tamburo basco, tutti stratagemmi per dare alla composizione quel tono spontaneo e popolare che Orff ricercava.

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