07.07.2023 – 08:00 – Gli inasprimenti annunciati alle norme del Codice della Strada non spaventano il Friuli Venezia Giulia, dove le due ruote continuano a essere un sogno condiviso da almeno metà dalla popolazione. Stando agli ultimi dati disponibili, nel 2017 erano quasi 150 mila i motocicli immatricolati in regione con Trieste a farla da padrone con quasi un terzo del totale (oltre 42 mila veicoli). Nel capoluogo di regione le due ruote occupano una fetta consistente anche se parametrate alle autovetture, che sono circa 107 mila (considerando i mezzi alimentati a benzina, diesel o elettrici), mentre allargando lo sguardo a tutta la regione gli autoveicoli sfiorano le 800mila unità, con un rapporto dunque più sbilanciato a favore di questi ultimi.
Tuttavia uno studio realizzato dall’Osservatorio Sara Assicurazioni ha rilevato che il mercato potenziale delle due ruote in Friuli Venezia Giulia potrebbe essere assai più esteso e anche a livello nazionale la domanda sembra piuttosto vivace. Nel mese di maggio l’Italia ha registrato 42.884 nuove immatricolazioni, di cui 18.198 moto e 22.372 scooter, con una crescita dell’11,8% rispetto allo stesso periodo del 2022 (fonte ANCMA). Secondo i dati raccolti, quasi un friul-giuliano su due (47%) si dichiara interessato ad acquistare una moto nel prossimo futuro, includendo nel set di risposte, oltre ai piccoli cinquantini, anche mezzi di cilindrata più grande (37% piccola-media e 13% cilindrate superiori). Se si parla di scooter o moto elettriche invece le cose cambiano, con solo il 13% di residenti in Friuli Venezia Giulia interessati a investire su questo tipo di veicoli. Ad alimentare il desiderio di due ruote sembra ci siano fondamentalmente fattori psicologici, dalla sensazione di libertà all’idea di lasciarsi alle spalle i problemi della quotidianità.
Parallelamente all’attenzione per le due ruote, cresce anche la sensibilità verso il tema della sicurezza. Come spiega l’Osservatorio, a preoccupare è innanzitutto il rischio di infortuni (58%), a cui segue l’eventualità di arrecare danni ad altre persone o beni (24%), mentre il 12% denuncia il timore di subire furti o atti vandalici. Oltre ai comportamenti responsabili alla guida, metà degli intervistati ripone grandi speranze nelle evoluzioni tecnologiche pensate per rendere la guida più sicura.
È tuttavia interessante osservare come la crescente preoccupazione per la sicurezza su strada coincida con un progressivo calo delle morti conseguenti a incidenti. Osservando l’andamento degli eventi negli ultimi trent’anni infatti si nota che in Italia i decessi a causa di incidenti sono passati dai 1947 del 1990 ai 915 del 2019, con un trend in progressiva decrescita. Anche le morti in automobile seguono un andamento analogo, con un dimezzamento dal 1990 (oltre 4500 vittime) alle 2219 del 2020. Il miglioramento della sicurezza complessiva di motociclisti e automobilisti è applicabile pari pari anche ai pedoni, che oggi possono ritenersi assai più tutelati di quanto fosse in passato.



