16 luglio 2023 – 08.30. È stata inaugurata in città la terza tappa della mostra “Il mondo di Pasolini tra il mare e le città”, realizzata in 14 pannelli nell’ambito del progetto che vede lo sviluppo in quasi due anni delle commemorazioni legate al centenario Pasoliniano, e sarà visitabile fino al 28 luglio dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16.00 in via del Ghirlandaio 45/1. L’esposizione, ospitata per la prima volta all’interno di un capannone interrato sede dell’azienda Finzicarta, è fuori dagli schemi classici delle mostre ed è stata definita dai presenti come un “Pasolini Underground” .
Realizzata dal Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sul Bando Pasolini e stampata su pannelli Forex, la mostra è stata ideata dallo stesso presidente, Massimo Romita, è stata realizzata dalla direttrice de “Le Vie delle Foto”, Linda Simeone e toccherà tutte le città coinvolte nel progetto, facendo tappa nelle principali città toccate da Pasolini nel corso della sua vita. Nel mese di agosto una copia della mostra toccherà diverse città del Lazio come Terracina, Latina, Sabaudia e Ostia con numerosi eventi collaterali. In particolare vi è l’attesa per la presentazione ufficiale del docufilm collegato alla mostra e l’avvio del tour del reading teatrale ideato da Gualtiero Giorgini. «Anche qui – commenta il coordinatore del progetto Massimo Romita – abbiamo in serbo una preziosa sorpresa che nei prossimi giorni sveleremo e che permetterà di godere dello spettacolo in maniera più diffusa. Pasolini rivive oggi più che mai nell’anno dei festeggiamenti dedicati al centenario della sua nascita appena concluso».
«Seguire e comprendere Pasolini con tutti i suoi lati oscuri e nascosti – secondo Linda Simeone – può essere fatto solo attraverso i suoi passi, ripercorrendo i percorsi che lui stesso ha intrapreso da quando è nato: Bologna, Casarsa, Idria, Roma, Grado, Ostia, Terracina, Sabaudia, Sacile e Reggio Calabria. Prima per seguire il padre, poi per restare con la famiglia, creando la sua identità e poi ancora per scappare da una mentalità troppo lontana da quella in cui egli stesso viveva. I luoghi che ha vissuto e che hanno caratterizzato la vita, il linguaggio e – perché no – anche i pensieri di Pier Paolo sono rappresentati in questi quattordici scatti e vogliono evidenziare e valorizzare la sua vita da “zingaro”, che influisce in primis sul pensiero, ma anche sull’apertura verso un mondo che ha saputo, solo in parte, accettare Pasolini. Un genio irriverente che, tuttora, fa parlare di sé, nel bene e nel male».


