22.06.2023 – 10.55 – È in corso da due giorni a Trieste il 10° Workshop AAAS-TWAS su Scienza e Diplomazia. L’evento celebra anche il successo del primo decennio di iniziative di Scienza e Diplomazia che la TWAS ha avviato con la collaborazione dell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza, e con il sostegno dell’Agenzia Svedese per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale (Sida).
A oggi, infatti, sono ben 344 gli alumni formatisi nei diversi Workshop, i quali sono attivamente impegnati nell’attuazione di politiche basate sulla scienza, e nella diffusione di conoscenze e buone pratiche relative alla diplomazia scientifica nei paesi in via di sviluppo.
L’iniziativa ha il supporto del Governo Meloni, attraverso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
In apertura dell’evento, è infatti intervenuto con un messaggio video beneaugurale Giuseppe Pastorelli, Vice direttore generale/Direttore centrale per la promozione integrata e l’innovazione nell’ambito della Direzione generale per la promozione del sistema Paese.
“La Diplomazia Scientifica è un pilastro chiave della politica estera dell’Italia, per diversi motivi: la scienza è veicolo di pace, sviluppo e crescita economica,” ha detto Pastorelli.
“La scienza veicola pace perché rafforza il dialogo grazie a un linguaggio universale. Nelle relazioni internazionali è uno strumento fondamentale quando tutte le altre forme di confronto risultano inefficaci nel rimuovere gli ostacoli.”
Inoltre, ha spiegato ancora Pastorelli, portando come esempi il CERN di Ginevra e la Stazione Spaziale Internazionale, la scienza costruisce fiducia e crea convergenza di interessi. “L’Italia è orgogliosa della TWAS,” ha concluso.
Quarraisha Abdool Karim, neo Presidente della TWAS, ha ricordato perché sia importante conoscere la Diplomazia Scientifica e quale sia il valore aggiunto del workshop dell’Accademia con sede a Trieste.
Rivolgendosi ai partecipanti ha sottolineato: “Per la prima volta uno scienziato ha modo di lavorare fianco a fianco con un diplomatico, e di imparare. Durante questo evento si potranno gettare le basi per creare partnership durature. Ciascun partecipante può diventare ambasciatore presso il proprio paese, e informare i decisori politici di come la scienza serva per produrre conoscenza e benessere”.
Nel corso della prima giornata i partecipanti hanno iniziato a lavorare in tandem, affrontando temi che richiedono l’intervento di uno scienziato in grado di comprendere gli aspetti tecnici delle questioni, e di un diplomatico per la gestione delle relazioni e per la mediazione. In questi giochi di ruolo, ciascuno si è impegnato a presentare il proprio punto di vista cercando di mediare potenziali disaccordi con altri portatori di interesse.
Tre le macro aree scelte per i lavori di gruppo: il problema della condivisione delle risorse idriche alla luce anche della presenza di dighe, bracconaggio e biodiversità a rischio, e il riscaldamento globale.
[z.s.]


