Celebrata la liberazione di Trieste dall’occupazione jugoslava

12.06.2023 – Celebrata in via ufficiale la Giornata della Liberazione della Città di Trieste dall’occupazione jugoslava, ovvero la fine dei tragici “40 giorni” dell’occupazione titina della Città.

Al mattino, alle 9.15, nella sala del Consiglio comunale di Trieste, si è tenuta la solenne commemorazione, alla presenza di autorità civili e militari e, tra gli altri, del prefetto Pietro Signoriello, il presidente del consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Mauro Bordin e gli assessori comunali Elisa Lodi, Nicole Matteoni, Maurizio De Blasio e Massimo Tognolli. La commemorazione ha visto gli interventi del presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca e dell’assessore Everest Bertoli, che hanno ricordato il significato e il valore per Trieste di questa ricorrenza, istituita con delibera giuntale del 26 maggio del 2020, proprio per ricordare la fine dell’occupazione jugoslava della città, avvenuta il 12 giugno del 1945.

«Quella di oggi la definirei la giornata della liberazione dal terrore comunista – ha sottolineato il presidente del consiglio comunale Panteca -. Proprio quando anche Trieste era pronta a festeggiare la fine di una guerra lunga e dolorosa con la liberazione da parte del Cln locale, le truppe titine hanno iniziato un’occupazione uguale se non peggiore di quella perpetrata dai nazisti, un’occupazione durata oltre 40 giorni».

A Panteca ha fatto seguito il discorso dell’assessore al bilancio, Everest Bertoli, a nome del sindaco Dipiazza. «Pace, democrazia, libertà e amor di patria: è in nome di questi valori che il 25 aprile si fece l’insurrezione in tutto il nord Italia – così Bertoli -. Sugli stessi valori il 30 aprile il Corpo Volontari per la Libertà annunciò l’insurrezione in città sotto la guida di monsignor Edoardo Marzari. Nel frattempo Tito trascurò Zagabria e Lubiana per puntare dritto su Trieste, Gorizia, Fiume e l’Istria. Da quel giorno, il primo maggio 1945 e per i successivi 40 giorni, Trieste piombò in un’altra occupazione straniera. Simbolo di quell’occupazione furono i finanzieri incolonnati verso mete ignote, probabilmente in qualche foiba del Carso. Il 12 giugno del 1945 – ha proseguito Bertoli – vide l’uscita dalla nostra città delle truppe jugoslave e le immagini che abbiamo ben presenti mostrano piazza Unità d’Italia piena di persone che salutano le truppe angloamericane, sventolando tricolori e non più parate jugoslave costituite da persone provenienti dall’interno della Slovenia. Trieste, Gorizia, Monfalcone e Muggia riconoscono il valore del 25 aprile come celebrazione nazionale della liberazione dal nazifascismo, ma hanno istituito inoltre la ricorrenza del 12 giugno, in aggiunta e non in contrapposizione. Per ricordare che grazie a quella vera liberazione oggi possiamo dire viva la libertà, viva la democrazia, viva Trieste italiana».

Le celebrazioni sono proseguite, alle 10, con l’alzabandiera in piazza dell’Unità d’Italia e successivamente, alle 10.45, nel Parco della Rimembranza, dove sulla lapide che ricorda i fatti è stata deposta una corona d’alloro. Questa sera infine, alle 18, sempre in piazza Unità d’Italia, si terrà l’ammainabandiera solenne.

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