Efficientamento energetico e riduzione dei consumi, tutto quello che c’è da sapere

18.05.2023 – 09.20 – Quello dell’efficientamento energetico è un argomento dibattuto da molti decenni, sono diversi infatti i professionisti che nell’edilizia, ma anche nell’industria, tengono da tempo conto di questo aspetto, dagli ingegneri ai designer, passando per gli architetti e i geometri. Costruire un’abitazione con un buon efficientamento energetico significa oggi impegnarsi per ottenere di più consumando, e perché no sprecando, meno risorse possibili. L’efficienza energetica di un appartamento, di uno stabile o di un impianto produttivo, altro non è quindi che la capacità di un sistema di assicurarsi un risultato migliore riducendo i consumi. Se di efficientamento energetico in passato se ne parlava soprattutto in ottica ecologista, negli ultimi mesi questo termine è tornato piuttosto in voga a causa dell’aumento esponenziale del costo del gas metano a causa delle speculazioni sui prezzi sorta in seguito allo scoppio del conflitto russo-ucraino. Sono molte, infatti, le persone che per risparmiare hanno scelto, in base alle loro esigenze, di montare pannelli solari e impianti fotovoltaici, eseguire la coibentazione delle pareti, installare impianti di produzione o consumo di fonti rinnovabili ed eseguire interventi di isolamento termico, primo su tutti il cosiddetto “cappotto”.

È bene ricordare che chi si prodiga per migliorare l’efficientamento energetico del proprio immobile non ottiene semplicemente vantaggi economici in bolletta ma anche l’accesso a importanti detrazioni fiscali. Gli interventi in questione, infatti, permettono di portare in detrazione dalle imposte IRPEF o IRES una parte consistente delle spese sostenute. La defalcazione va ripartita in dieci rate annuali di pari importo e le spese ammesse comprendono sia i costi per i lavori relativi all’intervento, sia i costi per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta. Fruiscono della detrazione del 65% l’installazione di pannelli solari per la produzione dell’acqua calda, la sostituzione di boiler tradizionali con sistemi a pompa di calore, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione di classe superiore alla “A” e i relativi impianti di regolazione, l’acquisto e installazione di micro cogeneratori e l’acquisto e l’installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Beneficiano, invece, della detrazione del 50% l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici, l’acquisto e la posa di caldaie a biomassa e di caldaie a condensazione di classe A, la sostituzione degli infissi. Per richiedere la detrazione fiscale è necessario essere in possesso di tre documenti quali l’Asservazione, un documento elaborato da tecnici abilitati come geometri, architetti, ingegneri; in alternativa, è sufficiente la dichiarazione del direttore dei lavori che attesti la conformità dell’intervento realizzato in base ai requisiti tecnici specifici; l’Attestato di prestazione energetica, conosciuto ai più come APE, ossia il documento che deve essere redatto dopo che sono stati eseguiti gli interventi, e ha lo scopo di raccogliere le informazioni riguardanti l’edificio in base agli interventi ed infine una scheda informativa degli interventi realizzati.

In Italia il Governo ha stanziato 900 milioni di euro istituendo il cosiddetto “Conto Termico” dal quale privati ma anche la Pubblica Amministrazione (max 200 milioni, ndr) possono attingere denari per rientrare nei costi sostenuti per eseguire interventi in ottica di efficientamento energetico fino al 65% della spesa. Oggi, vengono ammessi all’attuale Conto Termico 2023, gli impianti di piccole dimensioni per la produzione di energia termica e gli interventi per il risparmio energetico come, ad esempio, nuove installazioni o sostituzioni di caldaie GPL o metano, ma anche di valvole termostatiche e stufe a pellet. Per ottenere il bonus è necessario accedere portale del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, entro 60 giorni dalla fine dell’intervento. Basta registrarsi nella sezione Area Clienti del portale e fornire quanto viene richiesto.

[n.t.w.]

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