09.05.2023 – 09.31 – Nasce, per una seconda volta dopo il blocco del triennio Covid 2020-22, l’Istituto di Fisica Fondamentale dell’Universo (Ifpu). Con sede a Trieste, l’ente propone un programma di ricerca multidisciplinare che si interroga sulle leggi della natura attraverso la prospettiva dell’astrofisica. Secondo il neo direttore Stefano Liberati sempre più, nell’ambito teorico, la nuova frontiera della ricerca sarà l’universo stesso; in tal senso l’Istituto si propone come un centro per la ricerca dove creare punti di incontro e raffronto tra discipline a loro vicine come la fisica delle particelle, la cosmologia e la fisica sperimentale. Non a caso Stefano Liberati è professore di fisica delle astro particelle e non è un caso che l’Ipfu nasca quale convergenza tra la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (ICPT), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).
Quali argomenti verranno approfonditi all’Ipfu? Non si tratterà di specifiche ricerche, quanto di macro argomenti trasversali a molteplici comunità di ricercatori, con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra mondi accademici vicini negli argomenti, ma lontani nei fatti. Si tratta infatti di studiosi che lavorano sugli stessi argomenti, ma spesso senza che vi sia un ente che funzioni quale ‘sostrato’ comune. Un esempio di questi argomenti generali potrebbero essere le onde gravitazionali o i buchi neri.
Il focus, almeno nelle prime fasi, rimarrà limitato a gruppi ristretti di ricercatori, quindici/venti persone; gli spazi utilizzati, nel caso vi fosse bisogno di strutture apposite, saranno a Miramare. L’ente era stato fondato nel 2019, ma proprio quando stava per iniziare le sue attività era ‘scoppiata’ la pandemia Covid; ora si scommette sul ciclo quadriennale (2023-26) per far ripartire le attività di questo nuovo tassello della Trieste scientifica.
[z.s.]


