10.1.2015 | 13.13 – Oggi la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha fatto il punto sull’intensa attività svolta nel 2014 nel Friuli Venezia Giulia. Ultima nata in ordine di tempo delle Specialità della Polizia di Stato, la Polizia Postale risponde all’esigenza di fronteggiare l’evoluzione tecnologica della criminalità, che continuamente amplia la propria capacità di minare la sicurezza sociale. Costante è stata l’attività di rimozione di falsi profili e di contenuti minatori e diffamatori sui social network svolti nel 2014 con 72 sostituzioni di persona, 61 casi di diffamazione online e 14 casi di estorsione (spesso a sfondo sessuale) registrati nella Regione.
La dipendente Sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha chiuso, inoltre, un’importante operazione (Operazione “micione mio”) contro una community di 27 pedofili i quali adescavano minorenni facendo anche credere loro di essere promoter di agenzie di moda e si scambiavano i riferimenti di contatto. I pedofili adescavano le bambine mediante una community di Netlog e, dopo essersi scambiati i riferimenti, intrattenevano rapporti con loro attraverso Messenger, Skype e WhatsApp, acquisendo filmati e foto delle loro conversazioni in cambio di ricariche telefoniche o sotto minaccia. Alcuni degli indagati avevano anche creato diversi profili e si presentavano volta per volta sotto mentite spoglie per disorientare e sorprendere la vittima. Sono state eseguite 27 perquisizioni in 14 regioni italiane, coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On-Line di Roma e dal Compartimento Polizia Postale di Trieste, e sono stati sequestrati: 22 computer, 46 hard disk, 508 supporti CD e DVD, 46 pen drive usb, 50 telefoni cellulari e sim card, 11 memory card.
La dipendente Sezione di Udine ha anche individuato, prima che la cosa potesse invalidare una prova d’esame, un residente di quella provincia che insieme ad altre due persone si era intrufolato abusivamente nel sito dell’Invalsi, prendendo cognizione delle tracce di una prova d’esame.
La dipendente Sezione di Gorizia, a seguito di un accesso abusivo al sistema informatico di una azienda della Regione, ha sventato una truffa ai danni di una azienda della Danimarca a carico della quale era stato emesso un bonifico online di decine di migliaia di euro su un conto corrente creato “ad hoc”; grazie al tempestivo intervento del personale della Polizia Postale, è stato possibile recuperare circa 37 mila euro.
Da segnalare infine che sempre la dipendente Sezione di Gorizia ha effettuato una attività di indagine iniziata negli Stati Uniti d’America dall’ F.B.I. e coordinata dal Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, eseguendo una perquisizione su delega della Procura della Repubblica di Roma, svolta contemporaneamente ad altre in varie località europee, volte a ricercare le persone che avevano utilizzato un software della categoria dei “Remote Administration Tools” (che consente di ottenere da remoto il completo controllo dei pc di una rete).


