Caso Regeni, Procura di Roma chiede l’intervento della Corte Costituzionale

04.04.2023 – 10.55 – Prova a ripartire l’iter giudiziario volto a incriminare i colpevoli della tortura e uccisione del ricercatore Giulio Regeni; la Procura della Repubblica di Roma ha formalizzato nell’udienza al Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale romano del 3 aprile 2023 la richiesta che intervenga la Corte Costituzionale. Si richiede specificatamente che si superino gli ostacoli giudiziari che impediscono il processo Regeni. Che cos’era successo? La Cassazione aveva rigettato il ricorso della Procura di Roma contro la sospensione del processo decisa dal giudice. Il caso Regeni era infatti stato sospeso non essendovi modo di sapere se i quattro imputati sapessero di essere coinvolti nel processo; e mancandovi di conseguenza il contradditorio tra le parti. Si tratta infatti dei quattro agenti segreti egiziani individuati quali responsabili delle torture e infine della morte di Regeni che risiedono in Egitto; a poco sono valsi in tal senso gli sforzi diplomatici promessi dai governi italiani susseguitosi negli anni; dal governo giallo-verde, al governo Conte, a Draghi, ora al governo Meloni.

Il Procuratore Francesco Lo Voi, affiancato dal Procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, ha formalizzato la richiesta ieri, il 3 aprile; il nodo della questione concerne l’assenza dei quattro imputati. A seguito infatti delle modifiche inserite con la riforma Cartabia non si può procedere quando l’accusato – o gli accusati, in questo caso – sono assenti, specificatamente “nei casi in cui la formale mancata conoscenza del procedimento dipenda dalla mancata assistenza giudiziaria da parte dello Stato di appartenenza o residenza dell’accusato stesso”. Si chiede pertanto che la Corte reputi ‘incostituzionale’ la norma citata della riforma Cartabia.

Era sorta qualche speranza che la matassa giudiziaria potesse essere sbrogliata, perchè era prevista all’udienza anche la presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e del Ministro degli Esteri Antonio Tajani; però nessuno dei due ha potuto essere presente.
A propria volta l’avvocatura dello Stato aveva comunicato al Tribunale di Roma che la presidente e il ministro non avrebbero deposto, perchè i colloqui col presidente egiziano Al Sisi non sono divulgabili.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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