06.04.2023 – 11.53 – ‘Un tempo il caffè costava solo…‘ Il recente aumento dei prezzi della ristorazione e in generale degli alimenti, trasversalmente all’ho.re.ca e ai supermercati, ha coinvolto anche Trieste. Nell’ambito del caffè, della quale Trieste è considerata una delle capitali italiane, il prezzo medio si assesta, per quanto concerne un espresso, ad 1,21; la rivale Napoli lo offre invece a 1,03. Il prezzo più alto in assoluto, fatto salvo le eccezioni di singoli bar e luoghi storici, è a Trento e Bolzano (1,31). Rimane alto anche nel Friuli, a Udine (1,24); e nel Veneto, a Padova (1,23) e a Venezia (1,24).
In generale, considerando la media d’anno nel 2022 in tutta Italia, i prezzi sono aumentati soprattutto nell’ambito del cibo per asporto (food delivery) con un +8,1%, nelle pizzerie con un +5,4% e nell’ambito della gastronomia con un +6%. In aumento, ma maggiormente contenuti gli aumenti per i prezzi nei bar (+4,4%), nella caffetteria (4,8%), nelle pasticcerie e gelaterie (+5%). I distributori automatici, complici i costi minori, hanno invece sopportato meglio l’inflazione, aumentando solo del +2,8%. I dati provengono dal rapporto annuale della Fipe, l’associazione dei pubblici esercizi di Confcommercio, rielaborando a propria volta i dati Istat. La Fipe, essendo un’associazione volta alla tutela del piccolo commercio, ha difeso gli aumenti, sottolineando come risultino inferiori all’inflazione in atto. Infatti il fluttuare dei prezzi può “offrire una panoramica del diverso livello di costo del servizio da nord a sud della penisola”.
Colpisce, guardando i dati, come le città più turistiche non siano necessariamente i luoghi coi prezzi più alti e come non necessariamente le capitali industriali (Milano) e amministrative (Roma) offrano i prezzi maggiori/minori. Si tratta, va da sé, di una media sul totale dei locali di ristorazione. Il prezzo del caffè non è certo di 1,24 in piazza San Marco, né di 1,21 nei locali storici di Trieste. Il costo maggiore nel Trentino Alto Adige si accompagna inoltre a paghe sensibilmente maggiori, ad una qualità della vita diversa.
Rimane tuttavia l’evidenza della ‘trasversalità’ degli aumenti nel campo ristorativo- alimentare e, nel contempo, di una frattura ‘storica’ tra Nord e Sud del paese.
[z.s.]


