Trieste, isola ecologica di Via Apiari nuovamente nel mirino dei “furbetti”

07.03.2023 – 10:40 – Dopo gli episodi registrati nel Giugno e nell’Agosto scorso, dove erano stati abbandonati numerosi mobili, tavole di legno, calcinacci e ferri vecchi, ancora una volta nottetempo, ignoti hanno scaricato presso l’isola ecologica di Via degli Apiari 24, nella parte alta del rione di Roiano, a Trieste, un gran numero di cartoni, imballaggi di polistirolo ed un materasso matrimoniale. Se per i primi, nonostante il loro smaltimento non sia stato eseguito secondo il regolamento richiesto della multiutility AcegasApsAmga, la quale, come indica sul suo portale web dedicato, spiega che tali rifiuti andrebbero conferiti negli appositi cassonetti gialli e blu, a pezzi e in sacchetti trasparenti, è possibile chiudere un occhio, per il secondo invece non ci sarebbero attenuanti poichè un vecchio materasso è per legge considerato un rifiuto ingombrante e, pertanto, va smaltito attraverso l’accesso ad un centro di raccolta comunale, un luogo sorvegliato e appositamente preparato presso il quale tutti i cittadini possono portare gratuitamente rifiuti differenziati che per dimensione o tipologia, non possono essere conferiti nei cassonetti standard urbani. Il piĂą vicino all’isola ecologica in questione si trova proprio nel rione di Roiano, in Via Valmartinaga. A Trieste, inoltre, AcegasApsAmga mette a disposizione dell’utenza domestica il servizio di ritiro gratuito a domicilio degli oggetti ingombranti. Il ritiro deve essere prenotato tramite il Servizio Clienti che fornisce anche tutte le informazioni utili e limiti al servizio (quantitĂ , tipologie, dimensioni, appuntamento, etc…).

Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ingombranti nel suddetto rione non è un fenomeno costante come accade in altre parti della città come l’area di Viale d’Annunzio, quella di San Giacomo o di Montebello solo per citarne alcune, e non lo è nemmeno in quest’area isolata del rione, prettamente residenziale; tuttavia, va detto che, secondo i dati rilasciati dall’ARPA lo scorso anno, i “triestini” fanno ancora molta fatica a differenziare i rifiuti e a conferire nei centri di raccolta quelli considerati “ingombranti”. Dati alla mano, in Friuli Venezia Giulia si ricicla circa il 65% dei rifiuti, un dato di tutto rispetto considerata la media nazionale ma che purtroppo non va ascritto al Capoluogo Regionale. Nell’ultimo triennio, infatti, i dati riguardanti la raccolta differenziata della città di Trieste non hanno mai superato il 44% anche se, rispetto al 2019, i numeri odierni fanno emergere un lieve miglioramento il quale tuttavia non arriva a toccare la soglia del 45% in grado di far passare il Capoluogo Giuliano dalla fascia rossa a quella gialla più virtuosa. A peggiorare poi la lacuna, c’è proprio il fenomeno dell’abbandono di rifiuti ingombranti lungo le strade o presso le aree ecologiche.

Secondo i dati Acegas, nel solo 2020, questa pratica incivile è costata alle casse comunali quasi 500.000 euro. Negli scorsi anni, infatti, sono stati numerosi i precedenti verificatisi in diverse zone delle città, alcuni dei quali sono stati poi oggetto di indagine da parte delle Guardie Ambientali della Polizia Locale di Trieste le quali, una volta individuati i responsabili, in base all’Articolo 23 del “Regolamento Gestione Rifiuti Urbani e Pulizia del Territorio” sono stati sanzionati con un’ammenda dal valore di 600 euro. Le istituzioni ricordano che la gestione differenziata dei rifiuti urbani è indispensabile per ottenere la riduzione del carico dei rifiuti stessi, che, in quantità ormai eccessive, sono destinati alle discariche, ma anche e soprattutto perché, se smaltiti in modo corretto, permettono di ottenere un notevole risparmio energetico, il riciclaggio delle materie prime e, quindi, un minore inquinamento ambientale.

 

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