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martedì, 5 Luglio 2022

Tasse sui rifiuti “gonfiate”, nota del Comune: “a Trieste nessuna quota variabile sulle pertinenze”

17.11.17 | 10.00 – A Trieste nessuna “quota variabile” sulle pertinenze delle abitazioni nel calcolo della “Tassa sui rifiuti”. In una nota  dell’Area Servizi Finanziari e Tributi, il Comune di Trieste precisa che : “con riferimento ad articoli di stampa apparsi in questi giorni su alcune importanti testate nazionali sul tema della errata applicazione della quota variabile della tassa rifiuti sulle pertinenze delle abitazioni, il Comune di Trieste, nel calcolo delle tariffe della tassa sui rifiuti (l’attuale TARI), non ha mai applicato la cosiddetta “quota variabile” alle pertinenze delle abitazioni (quali, ad esempio, le cantine, autorimesse, depositi ecc.).
​Pertanto – a scanso di ogni possibile dubbio o incertezza – si ribadisce che la suddetta “quota variabile” – che assieme alla “quota fissa” calcolata sulle metrature viene a formare l’importo totale della tassa da pagare – non è mai stata né tanto meno viene oggi chiesta dal Comune di Trieste in rapporto a dette pertinenze”.

A segnalare l’errore di calcolo della “TARI” di molti Comuni negli ultimi cinque anni che ha poi gonfiato le bollette fino a farle raddoppiare è stato segnalato alcune settimane fa dal quotidiano economico finanziario “IlSole24 ore”; come riportato dal “Fatto Quotidiano”, l’errore è stato ammesso dal sottosegretario all’Economia Pier L’errore è stato ammesso dal sottosegretario all’Economia Pier Carlo Baretta, nel corso di un question time a Montecitorio. L’interrogazione era stata presentata dal parlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe L’Abbate, che chiedeva conto al dicastero di Pier Carlo Padoan di alcune segnalazioni arrivate da tutta Italia per l’importo della bolletta.

L’importo della Tari deriva da due fattori: una quota fissa (che dipende dai metri quadri dell’abitazione) e una parte variabile (legata al numero degli abitanti della casa) moltiplicata per le pertinenze dell’abitazione. L’errore riguarda il calcolo di quest’ultima quota della tassa.

Nella risposta scritta all’interrogazione il sottosegretario ha spiegato: “Se una singola utenza è composta da un appartamento, un garage e una cantina, la parte variabile va considerata una sola volta e, di conseguenza, un diverso modus operandi da parte dei Comuni non trova alcun supporto normativo”.
I Comuni, invece, moltiplicavano la quota variabile per tutte le pertinenze della casa, con il risultato che la bolletta era quasi raddoppiata.

 

 

 

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