23.03.2023 – 11.10 – Il Comune di Trieste continua la ricerca di un unico, grande, investitore privato per i 65 ettari del Porto Vecchio, presentando di volta in volta il progetto ‘Porto Vivo‘, volto a recuperare una larga parte dell’area con diverse, discusse, destinazioni d’uso.
Dopo aver presenziato ai tre giorni della fiera MIPIM, a Cannes, tra i più importanti appuntamenti immobiliari in Europa, il Comune presenterà ora il progetto a Vienna, ospite dell’ambasciata italiana. D’altronde gli investitori austriaci – dal recupero del palazzo delle Ferrovie, al più sofferto iter per l’ex Fiera – hanno da tempo dimostrato interesse per il capoluogo giuliano.
Sotto il profilo invece degli effettivi investitori, non vi sono state notizie ufficiali. E’ certo come si desideri un investitore unico, un privato col quale il Comune di Trieste possa lavorare in sintonia, evitando un abbandono speculativo dell’area; eppure le stesse dimensioni dell’area rappresentano la sua eccezionalità e (insieme) il suo maggiore svantaggio.
L’architetto Paolo Zilli, responsabile per lo Studio Zaha Hadid Architect, aveva dimostrato interesse per il progetto e alla fiera MIPIM ‘Porto Vivo’ aveva destato grandi curiosità, anche per la presenza di architetti e urbanisti di spicco coinvolti nelle sue tante frazioni (ad. es. l’archistar Consuegra per il Museo del Mare nel magazzino 26).
Il Piccolo rumoreggia da tempo che si guarderebbe con favore al gruppo Costim, autore qualche tempo fa di un intervento di grande scala, paragonabile a quello desiderato nel caso giuliano, a Bergamo. Sempre dallo storico giornale proverrebbe il numero dei potenziali investitori coinvolti al MIPIM, cioè una cinquantina. Potenzialmente disporre di un unico investitore non escluderebbe quelli più piccoli che lavorerebbero sotto la sua ‘ala’, all’interno di un progetto coordinato. Tuttavia, all’interno di questa linea d’azione, trovare un unico, affidabile, investitore preclude il dialogo immediato cogli investitori minori.
[z.s.]


