12.03.2023 – 08:30 – Lo scorso 21 Febbraio 2023, la Procura della Repubblica di Trieste, attraverso un comunicato recante la firma del Procuratore, Antonio De Nicolo, aveva reso noto che il Sostituto Procuratore Maddalena Chergia, titolare del fascicolo, aveva proceduto a depositare la richiesta di archiviazione del procedimento aperto in relazione alla scomparsa ed al successivo decesso di Liliana Resinovich, la 63enne triestina scomparsa dalla sua casa di San Giovanni nel Dicembre dello scorso anno e poi ritrovata morta il 5 Gennaio 2022 all’interno di un’area appartata dell’ex Ospedale Psichiatrico del rione. La notizia dell’archiviazione del caso, motivata dal fatto che, come riporta il comunicato “nulla è stato trascurato di ciò che poteva essere ragionevolmente intrapreso per giungere ad una compiuta descrizione delle circostanze della scomparsa della signora” (secondo quanto reso noto dalla stessa Procura in data 10 Agosto 2022 si trattò di suicidio), ha letteralmente spaccato l’opinione pubblica e quella dei famigliari della Resinovich. Il marito, Sebastiano Visintin, infatti, come reso noto dagli avvocati Alice e Paolo Bevilacqua, sembrerebbe aver deciso di opporsi alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. “I legali della persona offesa – riporta una nota dei Bevilacqua – si apprestano a rappresentare al GIP l’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione, indicando a quel magistrato, che dovrà comunque decidere sulla richiesta archiviativa della Procura, anche il loro contributo per una rivisitazione e un approfondimento delle indagini tecnico scientifiche (in particolare dell’esame autoptico) che, in ossequio all’obiettivo della scienza forense, sono tese alla ricerca della verità fattuale che, coniugata con l’analisi investigativa di tutti gli elementi di prova, possa risolvere ogni dubbio che l’esito del procedimento, fin qui, lascia aperto”. Si tratta di una decisione presa, spiegano gli avvocati “alla luce delle risultanze emerse dall’attività investigativa della Procura”. Per i legali “rimane tutt’ora irrisolto il come e il quando sia avvenuto il decesso di Liliana Resinovich, nella duplice, ancorché antitetica, direzione del suicidio, – finanche nelle forme istigate – ovvero, della morte ‘per mano altrui'”.


