27.03.2023 – 9:50 – Il numero di nuove aperture di partite Iva in Friuli Venezia Giulia nel 2022 ha subito una diminuzione rispetto all’anno precedente, con un totale di 8.060 nuove partite Iva aperte, circa 2.700 in meno rispetto al 2021 (-25,3%). Questa diminuzione è stata la più accentuata tra tutte le regioni italiane, con una media nazionale pari a -8,7%. Questi dati sono stati riportati dal ricercatore dell’Ires Fvg Alessandro Russo, che ha rielaborato i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze. La provincia di Gorizia ha subito il calo più significativo a livello nazionale, pari al 73,5% (-2.419 unità). Nel 2021, tale provincia aveva registrato una crescita anomala delle partite IVA aperte da soggetti non residenti, operanti nel settore del commercio online. Questo ha influito sulle statistiche del 2022. Udine e Pordenone invece hanno infatti evidenziato delle flessioni molto più contenute (rispettivamente -8,6% e -2,8%); l’area giuliana è stata una delle poche a livello nazionale dove si è verificato un incremento (+4%). Il numero di aperture è tornato ai livelli registrati nel triennio 2017-2019. La diminuzione di tali aperture riguarda principalmente i soggetti non residenti e le persone fisiche, costituenti il 75% del totale. Tra le persone fisiche, il calo si è concentrato negli uomini e negli over 50. Il settore delle attività professionali scientifiche e tecniche è quello in cui si avviano più frequentemente le nuove partite IVA (1.520 nel 2022 in Friuli), comparto che comprende sia le libere professioni (notai, avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, ecc.), sia quelle attività non regolamentate da ordini professionali (pubbliche relazioni e comunicazione, consulenza gestionale, collaudi e analisi tecniche, pubblicità e ricerche di mercato, ecc.). Mentre il commercio ha registrato un forte calo (-74,2%), dopo la forte espansione del 2021 di quello online.
È importante sottolineare che la diminuzione delle aperture di nuove partite IVA riguarda solo il 2022 e che tale andamento potrebbe cambiare nel tempo. Tuttavia, si può osservare che negli ultimi anni la quota di aperture effettuate da under 35 è tornata a crescere dopo il calo del periodo 2015-2016, sfiorando il 50% del totale nel 2020. Ed è proprio nel 2020 che i titolari di Partita Iva hanno potuto beneficiare del contributo a fondo perduto. Questo andamento potrebbe essere stato favorito dalla possibilità di aderire al regime forfettario, che nel 2022 a livello nazionale ha riguardato quasi la metà delle nuove aperture. Inoltre, tra le persone fisiche, una nuova partita Iva su quattro è stata avviata da un soggetto nato all’estero (1.543 su 6.084), in prevalenza in un Paese europeo non comunitario.
Inoltre, il settore primario presenta una contrazione molto rilevante, con una diminuzione di 310 unità, pari al -32,2%, toccando il valore minimo dal 2011 a oggi. D’altra parte, nell’ultimo biennio sono aumentate le aperture nel settore dell’edilizia, grazie ai notevoli incentivi esistenti. Infine, il comparto che comprende i servizi di alloggio e ristorazione, dopo l’intensa diminuzione causata dall’emergenza sanitaria, mostra un andamento positivo negli ultimi due anni, anche se i valori pre-pandemici sono ancora lontani.
[c.v.]


