15.03.2023 – 10.51 – Oltre 500 cooperative, per un gran totale di 20mila addetti. E una non piccola percentuale afferente al porto di Trieste e Monfalcone, così come agli interporti e alla logistica nel suo complesso. Sono alcuni dei numeri delle cooperative nel Friuli Venezia Giulia. A fronte del peso di queste entità nel mondo portuale, Confcooperative sta cercando di porre in rete 80 cooperative attive negli scali italiani, onde procedere a un miglior coordinamento e individuare le (tante) criticità presenti.
A questo proposito ha giocato un ruolo fondamentale l’incontro avvenuto a Trieste, introdotto da Dario Parisini, vicepresidente di Confcooperative Alpe Adria e alla presenza di Vittorio Torbianelli, segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale.
Torbianelli ha evidenziato le caratteristiche profondamente diverse del lavoro cooperativo portuale a confronto con le attività, solitamente afferenti al terziario, in città; illustrando poi gli investimenti in atto, garanzia di future e ulteriori assunzioni. Il porto, ha commentato Torbianelli, si basa su una serie di cardini ineludibili, sui quali basare la propria evoluzione: la logistica con interporti e ferrovie, innanzitutto; la piattaforma industriale coi punti franchi, l’hub energetico e la digitalizzazione. Settori e infrastrutture, ha osservato Torbianelli, che risulterebbero superflue se non fossero alimentate da una filiera di lavoratori specializzati, nei quali rientrano anche le cooperative.
L’incontro ha visto numerosi partecipanti e collegamenti da remoto anche da Liguria, Sardegna, Sicilia, Veneto e Lazio a testimonianza dell’interesse verso il porto di Trieste.
[z.s.]


