RYSA, a Trieste la start up che fa parlare scienza, tecnologia e impresa

28.02.2023 – 09.35 – Dalla teoria alla pratica: un fil rouge che unisce scienza, tecnologia e impresa. Si potrebbe riassumere così la mission di RYSA, start up che opera nell’ambito della ricerca e dell’innovazione nelle scienze naturali, ingegneria e biotecnologie. Non stupisce quindi che proprio a Trieste, culla della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica, l’azienda bresciana abbia trovato casa, con la sua sede operativa in via Flavia ospitata da BIC incubatori FVG, dove svolge parte delle sue attività. Il Friuli Venezia Giulia è infatti una regione in cui si è compreso, anche attraverso l’accelerazione dei processi dati dalla pandemia, che il mondo scientifico, quello tecnologico e dell’impresa, non sono e non devono essere percepiti come distanti tra loro, ma anzi, come realtà da far necessariamente comunicare. Non è difficile allora immaginare l’inserimento di una realtà come RYSA sul territorio, che offre servizi focalizzati per l’appunto sul trasferimento tecnologico basato sulla ricerca scientifica applicata per supportare le aziende: dallo sviluppo di nuovi processi e prodotti fino allo studio di fattibilità di un progetto, con l’obiettivo di garantire massima efficienza, sostenibilità e crescita del business.

Agronomia, ambiente, conservazione dei beni culturali, sfruttamento delle risorse marine, tutela della risorsa acqua e recupero dell’energia da fonti alternative, sono alcune delle principali aree strategiche in cui la start up opera.
Ma facciamo un esempio concreto. Per chi non avesse mai sentito parlare del progetto Posidonia è forse quello che meglio racchiude lo spirito della start up. La pianta acquatica da cui prende nome il progetto è presente e molto comune nelle acque del Mar Mediterraneo: in molti vi si saranno probabilmente già imbattuti poiché la si trova spesso spiaggiata a riva. Il progetto Posidonia si propone quindi di trovare una soluzione per lo smaltimento, necessario poiché considerato un problema alla balneazione, ma comunque molto costoso. Come? Considerandola non più qualcosa da rimuovere e basta, anzi, rivalutandone completamente le qualità e potenzialità, ed elevandola a risorsa come materia prima secondaria: un compromesso perfetto tra essere umano e ambiente, nel pieno rispetto ecologico e della sostenibilità. 

Infine, il punto di forza di RYSA sta nel team composto da persone di consolidata esperienza nell’ambito della ricerca, e di far parte di un network di collaborazioni internazionali. Diventa centrale in questo caso, al fianco del tema del trasferimento tecnologico, quello della comunicazione scientifica, con l’organizzazione di meeting, tavole rotonde, congressi con l’obiettivo di tradurre il linguaggio tecnico – scientifico e renderlo accessibile e comprensibile anche ai non addetti ai lavori. È proprio questo il caso di SIBS, Società Italiana di Biologia Sperimentale, la cui collaborazione con RYSA si consolida nelle figure di Emiliana Minenna, responsabile della comunicazione alla SIBS, attualmente R&D CMO di RYSA e Paolo Bonivento, che in RYSA è dirigente di ricerca, entrambi inoltre soci SIBS e ricercatori dello IEMEST (Istituto Euro Mediterraneo di Scienza e Tecnologia). Proprio la start up sarà infatti partner tecnico della Società di Biologia Sperimentale in occasione del 95° congresso annuale che si terrà quest’anno a Trieste dal 12 al 15 aprile: un’occasione per parlare di scienza con esperti del settore e ospiti illustri e, soprattutto, per comunicarla nel modo giusto.

n.t.w

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