95° congresso SIBS, la Biologia Sperimentale arriva a Trieste

20.01.2022 – 09.00 – Trieste, città ricca di storia e crocevia della Mitteleuropa, ma non solo. Il Capoluogo ha sempre posseduto una sensibile vocazione scientifica che, nel tempo, l’ha portata ad essere sede di importanti istituzioni nell’ambito della ricerca, dell’innovazione e dell’alta formazione: basti pensare all’Area Science Park, ad Elettra Sincrotrone o alla SISSA, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati. Una culla della conoscenza che, nel 2023, ospiterà dal 12 a 15 aprile un ulteriore fiore all’occhiello per la comunità scientifica nazionale e internazionale: si tratta del 95° congresso della SIBS – Società Italiana di Biologia Sperimentale, che porterà a Trieste prestigiosi ospiti e importanti tematiche legate alla Biologia Sperimentale e non solo, come lo stress cellulare, le neuroscienze e la comunicazione della scienza. Dei principali temi del Congresso – con alcune anticipazioni – e delle trasformazioni ed evoluzioni che la Società Italiana di Biologia Sperimentale ha registrato in quasi un secolo di storia ne abbiamo parlato con il Presidente della SIBS, Francesco Cappello.

Dopo Torino, il 95° congresso si terrà a Trieste, cosa ha motivato la scelta? Quali sono i legami tra SIBS e la città? 

“Trieste ha un legame fortissimo con la ricerca scientifica, anche nell’ambito della Biologia Sperimentale. La città Mitteleuropea, infatti è sede di importanti infrastrutture e istituti di ricerca che ne confermano la naturale vocazione scientifica. Basti pensare che, oltre all’Università, la città è sede di importanti laboratori del CRN, ospita la SISSA, il sincrotrone, per non parlare di Area Science Park, una vera e propria cittadella della Scienza, dove tra l’altro si svolgeranno le giornate centrali del nostro Congresso”.

SIBS Congresso Trieste
Il Presidente della SIBS, Francesco Cappello

Quali saranno i principali focus del congresso di quest’anno? 

“A parte i temi tradizionali, quali lo stress cellulare, le neuroscienze e la biologia degli ambienti acquatici – tanto per fare degli esempi –il congresso di quest’anno si caratterizza per delle tematiche innovative quali la biologia nello spazio, il ‘digital twin’ e anche la comunicazione della scienza, tema spesso sottovalutato dai ricercatori che non sempre riescono a divulgare quanto di buono fatto all’interno dei propri laboratori”.

C’è un panel in particolare che vorrebbe menzionare per rilevanza? 

“Di rilievo vorrei citare anche la Tavola Rotonda sul tema ‘Opportunità di lavoro per il biologo sperimentale al di fuori dell’Accademia’ che vedrà gli interventi di importanti esponenti del mondo del lavoro, della finanza, dell’industria e del trasferimento tecnologico che daranno anche informazioni sulle attuali risorse a disposizione dei giovani ricercatori per avviare nuove forme di imprenditorialità scientifica”.

Qualche anticipazione sugli ospiti e i panel di quest’anno? 

“Avremo ospiti molto prestigiosi e di primissimo piano, quali ad esempio Paola Del Negro, nota per le sue campagne oceanografiche, Anna Gregorio, famosa astrofisica, Sabrina Pricl, esperta di supercalcolo per le interazioni proteina-proteina, e Virginia Volpe, popolare divulgatrice scientifica. Loro terranno le quattro principali letture del Congresso, ma altri scienziati hanno confermato la loro presenza e presto comunicheremo anche i loro nomi”.

Quasi 100 anni di SIBS, come è cambiata la società dalla sua nascita? Quali le trasformazioni più importanti? Come ha inciso il periodo pandemico? 

“Il fatto che in 98 anni di storia siano stati celebrati 95 Congressi Nazionali la dice lunga sulla vitalità di questa Società scientifica, voluta dai massimi scienziati dell’epoca quasi 100 anni fa. Basti citare i nomi di scienziati del calibro di Camillo Artom, Maurizio Ascoli, Filippo Bottazzi, Luigi Califano, Luigi Condorelli, Giulio Fano, Liborio Giuffré, Camillo Golgi, Ludovico La Grutta, Saverio Latteri, Giuseppe Levi, Emerico Luna, Ettore Marchiafava, Oliviero Olivo, Gaetano Quagliariello e altri ancora, per capire che dietro la SIBS c’è la storia di tutto il mondo accademico biomedico italiano dell’ultimo secolo”.

Una realtà che conta quasi un secolo di storia e che continua quindi nella sua corsa…

“Ovviamente, essendo una società scientifica non legata ad alcun raggruppamento disciplinare accademico ha fatto sì che negli ultimi lustri venisse meno ‘popolata’ da quei ricercatori che – giocoforza – devono abbinare gli interessi scientifici a quelli ‘politico-accademici’. Tuttavia, negli ultimi tempi l’abbiamo rilanciata facendo leva sulla multidisciplinarietà e trasversalità dei contenuti culturali ancor prima che scientifici, organizzando nuovamente Congressi di elevato livello scientifico al termine dei quali tutti i partecipanti si sono sentiti arricchiti, sia da un punto di vista umano sia professionale. La forza della SIBS è di rappresentare una grande famiglia con una mission particolarmente orientata verso la crescita dei più giovani, dottorandi e post-doc, da cui dipenderà il futuro di tutti noi”.

Qual è, e quale vuole essere, il ruolo di una realtà come SIBS oggi in Italia? 

“La SIBS, da Statuto, vuole favorire lo scambio di informazioni e l’interazione tra i ricercatori dell’area delle scienze biologiche e, più in generale, delle scienze della vita. Inoltre, l’Associazione si propone di limitare la fuga dei giovani ricercatori all’estero, promuovendone ove possibile le attività scientifiche in Italia anche attraverso il conferimento di borse di studio e premi per la ricerca al fine di favorirne il progresso della carriera a livello nazionale e internazionale. La SIBS vuole tornare ad essere quindi la principale ‘palestra’ nella quale forgiare le future leve della ricerca, che rappresenteranno anche e inevitabilmente parte della futura classe dirigente del sistema produttivo della ricerca e dell’alta formazione del nostro Paese”.

L’Associazione sta per entrare nel triennio 2023-25, con un nuovo consiglio direttivo: quali sono i progetti per il futuro? 

“Il precedente direttivo ha fortemente voluto modificare lo Statuto non solo per metterci in linea con la nuova regolamentazione degli Enti del Terzo Settore, ma anche per allargarne la composizione ai fini di coinvolgere più colleghi nella gestione della Società. Adesso abbiamo nove consiglieri (incluso il Presidente), un Collegio dei Revisori dei Conti, un Organismo di Controllo e un Comitato redazionale, per un totale di 18 soci, ognuno con dei compiti ben precisi per lavorare alla crescita dell’Associazione. Gli obiettivi di questo triennio sono quelli di allargare il numero di Soci, di organizzare eventi scientifici sempre più interessanti, utili e formativi e – non ultimo – di conferire numerosi premi ai giovani ricercatori più meritevoli. In questo modo pensiamo di poter dare, fattivamente, il nostro contributo allo sviluppo del mondo della ricerca scientifica nell’ambito delle scienze della vita in Italia”.

[Francesco Cappello è medico chirurgo, specialista in Anatomia patologica. È stato ricercatore prima e professore poi di ‘Anatomia umana’ per vent’anni anni, per poi transitare, da docente di prima fascia, nel settore scientifico disciplinare ‘Istologia’. Ha avuto molti incarichi scientifici e di governance sia all’interno dell’Università di Palermo che all’estero. Professore aggiunto/onorario in due università americane (Temple e UTMB), è stato affiliato all’istituto di Biofisica del CNR e membro di varie Accademie nazionali ed estere. Attualmente è Prorettore alla Vita studentesca, Direttore Scientifico dell’Istituto Euro-Mediterraneo di Scienza e Tecnologia, Direttore del Centro interdipartimentale di Ricerca per la valorizzazione del corpo donato alla scienza e, non ultimo, Presidente della Società Italiana di Biologia Sperimentale].

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