‘Mafie minaccia fluida e digitale’ Rizzi all’Università di Trieste chiede più cooperazione internazionale

23.02.2023 – 10.32 – Le mafie a Trieste e in Friuli Venezia Giulia sono presenti da diverso tempo, come ripete ogni anno il presidente dell’Osservatorio regionale antimafia FVG. Le opportunità generate dagli investimenti governativi ed europei, specie nel campo portuale e delle grandi infrastrutture, hanno offerto nuove occasioni per le organizzazioni criminali e il biennio Covid ha spalancato, nei confronti di liberi professionisti e imprenditori, il rischio dell’usura a fronte della mancanza di liquidità tra il 2020-21. Secondo l’Osservatorio sono presenti tutte le mafie ‘tradizionali’; quella siciliana opera nel settore dell’edilizia e della cantieristica, la  ‘ndragheta è specializzata nel riciclaggio, la camorra gestisce tabacco di contrabbando e traffico di droga. L’avvertimento pertanto di non calare la guardia è stato ripetuto anche ieri, durante la presentazione all’Università di Trieste del libro ‘Investigare 4.0 – Criminologia e criminalistica. Viaggio nel mondo delle indagini’, scritto a quattro mani dal vicecapo della Polizia e Direttore Centrale Polizia Criminale Vittorio Rizzi e dalla studiosa Anna Maria Giannini.
Secondo Rizzi “Le mafie oggi sono una minaccia fluida e in constante mutamento, dunque occorre che le forze di polizia assumano la stessa velocità rispetto alle trasformazioni della criminalità organizzata, con un’operatività sempre più improntata alla cooperazione internazionale”.

La mafia dunque è divenuta internazionale, non è più radicata nel territorio, ma nei siti web; e a questa velocità digitale e a questa internazionalizzazione – sempre presente nella storia mafiosa, ma oggigiorno più che mai evidente – la polizia deve reagire con altrettanta flessibilità.
“Esistono luoghi del mondo – spiega Rizzi – dove le mafie, che non hanno più una strategia stragista e invece si inseriscono nell’economia, dal Primeiro Comando da Capital brasiliana alla ‘ndrangheta, dalla yakuza giapponese fino agli hezbollah, fanno traffico di droga e business insieme“.

“Anche la criminalità organizzata è passata dal mondo analogico dei ‘pizzini’ a quello digitale del web – ha proseguito Rizzi – quindi oggi le forze di polizia si devono confrontare con piattaforme criptate dove il server può essere collocato in qualsiasi parte del mondo”.
La parola chiave, dal discorso di Rizzi, sembra dunque essere la velocità; anche la polizia “deve essere immediata e prontissima. Oggi, come recita un nostro motto, non è più il pesce più grande a mangiare quello più piccolo, ma è quello più veloce a mangiare quello più lento”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore