05.02.2023 – 07:30 – In occasione del “Giorno del Ricordo”, solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno per ricordare i vili massacri delle foibe e l’esodo istriano giuliano e dalmata, la RAI – Radiotelevisione Italiana proietterà sul piccolo schermo l’opera realizzata da RAI Documentari, “Io ricordo, la terra dei miei padri”, un progetto per non dimenticare le immani tragedie del litorale e far conoscere origini, tradizioni e storia dei territori del confine orientale un tempo italiani. Ideata e diretta dal registra Michelangelo Gratton, la pellicola è stata prodotta da Clelia Iemma e Beatrice Palladini per la D4 Srl e sarà trasmessa in prima serata su RAI 3. Durante un’insolita crociera a bordo di una barca a vela il documentario ripercorre attraverso decine di testimonianze, in particolare quella dell’ammiraglio Romano Sauro, nipote dell’eroe istriano Nazario, la storia millenaria dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. Dalle vestigia romane fino al genocidio delle foibe e dell’esodo degli italiani. Perseguitati e uccisi dai partigiani del maresciallo Tito. Il docufilm rappresenterà un vero e proprio viaggio nella memoria, attraverso testimonianze e ricordi degli esuli circa le vicende che hanno contrassegnato il loro passato e quello delle loro città quali Fiume, Pola, Parenzo, Rovigno e Lussinpiccolo, proseguendo in sopralluoghi di ambienti divenuti iconici come il Magazzino 26 di Trieste o il Campo Profughi di Padriciano (TS).
Nel corso della trasmissione, saranno presentati anche i contributi di storici, giornalisti e professionisti quali Giordano Bruno Guerri, studioso del XX secolo italiano nonchè direttore del Vittoriale degli Italiani, Gianni Oliva, scrittore e politico e Marino Micich, direttore del Museo Archivio Storico di Fiume nonchè figlio di esuli dalmati. “Io Ricordo, la terra dei miei padri” è un racconto intenso, autentico e a tratti drammatico realizzato con l’obiettivo di informare le giovani generazioni circa le vicende di un periodo di storia italiana, troppo a lungo rimasto poco valorizzato e tenuto nascosto dalla cultura e dalla bibliografia ufficiale.


