25.01.2023 – 18.30 – “Ci siamo attivati in sede parlamentare per chiedere ai Ministri degli Interni, dell’Ambiente e della Salute se siano a conoscenza della devastazione in corso a Trieste, sul colle di Cattinara, energicamente contrastata dalle associazioni locali e dai cittadini ben prima che si mettessero in moto le ruspe; se abbiano contezza dell’impatto che i lavori di disboscamento e sbancamento, già in atto, e il successivo previsto ampliamento del comprensorio ospedaliero triestino, producono sull’ambiente naturale e sul territorio abitato a valle; se intendano, per il tramite della Prefettura di Trieste, ottenere concrete verifiche sul rischio idrogeologico e sulla sicurezza dei cittadini residenti nelle aree limitrofe, in particolare sul fianco meridionale della collina, e degli utenti della viabilità della zona, inclusa quella di accesso all’ospedale.”
Lo dichiara Serena Pellegrino, componente della Segreteria nazionale di Sinistra Italiana, illustrando i contenuti dell’interrogazione condivisa e presentata alla Camera dai Deputati di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni e Eleonora Evi. (4/00316 : CAMERA – ITER ATTO)
E precisa: “La questione sollevata corrisponde ad una inaccettabile incoerenza politica delle azioni di chi ci governa localmente e al disallineamento con quelle che dovrebbero essere le strategie nazionali per la transizione ecologica dell’economia e della società, sbandierate come rivoluzione verde a partire dal PNRR. Altro che foreste urbane e periurbane, incremento del verde pubblico cittadino, prevenzione del rischio idrogeologico mitigazione degli impatti climatici, salvaguardia della biodiversità, tutela del paesaggio, riduzione degli inquinamenti, salvaguardia e contabilizzazione nella pianificazione urbanistica dei servizi eco sistemici che includono anche gli effetti positivi sulla salute e sul benessere fisico e sociale, individuale e collettivo dei cittadini: milioni di cubi di cemento e infinite colate di asfalto sono sepolcri definitivi dell’ambiente ma anche sentenze di rigetto alle legittime istanze, costituzionalmente garantite, di migliore qualità della vita e sicurezza per i cittadini di oggi e di domani.”
Conclude Pellegrino: “Se massacri ambientali come quello avviato a Cattinara rappresentano il filo conduttore dell’azione della presente amministrazione regionale in risposta alla crisi economica, ambientale e sociale e la cornice delle prospettive a breve e lungo termine per le nostre comunità, va considerato un nuovo tipo di emergenza da fronteggiare in Friuli Venezia Giulia: quello politico istituzionale, al quale reagire con un radicale cambiamento di governo.”
[c.s.]


