06.01.2023 – 07:05 – Oggi è il 6 Gennaio 2023 e come da tradizione in molti paesi europei (e non solo) si celebra l’Epifania, festività che nel cristianesimo occidentale, commemora principalmente la visita dei Magi a Bambin Gesù, e quindi la manifestazione fisica di Gesù Cristo alle genti. Nelle chiese orientali si celebra invece il battesimo di Gesù, nel momento in cui viene manifestato come Figlio di Dio dalla voce del Padre e dalla colomba dello Spirito Santo. La data della festa è il 6 gennaio per le Chiese che seguono il calendario gregoriano, mentre il 19 gennaio per quelle che osservano il calendario giuliano. Ad ogni modo, ovunque e indipendentemente da cosa essa rappresenti e la si celebri, la festa prende il nome dal verbo del greco antico, epifàino il quale significa “mi rendo manifesto”. Oggigiorno, in Italia, una corruzione lessicale ha fatto si che questa celebrazione sia chiamata impropriamente con il termine “Befana”, figura folcloristica tipica di alcune regioni italiane che poi si è ampiamente diffusa in tutta la Penisola. Negli ultimi due secoli, la Befana non è stata nient’altro che una vecchietta gobba col naso adunco, vestita di stracci e scarpe rotte, che nella notte tra il 5 ed il 6 gennaio viaggia di casa in casa a bordo di una scopa volante (antico simbolo che rappresenta la purificazione delle case e delle anime, in previsione della rinascita della stagione) lasciando nelle case dove giacciono bambini, dolciumi a quelli che si sono comportanti in maniera corretta durante l’anno appena trascorso, carbone a quelli che sono stati biricchini. L’arrivo della Befana viene festeggiato nei 12 giorni che seguono il Natale, culminanti in coincidenza con l’Epifania. Oltre all’Italia, la simpatica vecchina, viene celebrata nei Paesi Scandinavi, in Gran Bretagna, ma anche in Francia, Svizzera e Austria.
La figura femminile della befana, seppur oggi venga solitamente rappresentata a metà strada tra una vecchina ed una strega, ha origini molto antiche databili attorno al 600 a.C. quando nel cuore della Penisola Italica alcune popolazioni di religione pagana erano solite celebrare Madre Natura, dodici notti dopo il solsitizio invernale. Allora si riteneva che la dea volasse sui campi coltivati, per propiziare la fertilità dei futuri raccolti. Da qui il mito della figura della donna volante. Secondo alcuni studi, tale figura femminile fu dapprima identificata in Diana, la dea delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti, protettrice delle donne, cui assicurava parti non dolorosi, mentre secondo altri fu associata ad una divinità minore chiamata Sàtia (dea della sazietà), oppure Abùndia (dea dell’abbondanza).


