16.01.2023 – 07.01 – Verona hub logistico, Trieste e Venezia porti di riferimento. Il Ministro per le imprese e il Made in Italy Adolfo Urso candida, con il supporto del presidente di Confindustria Carlo Bonomi, il nord est a ‘piattaforma logistica’ (utilizzando un termine molto caro alla politica del Friuli Venezia Giulia) dell’Ucraina post conflitto. Il ‘piano Marshall’ che s’ipotizza verrà fornito all’Ucraina alla fine della guerra avrà nel porto di Trieste il primo riferimento italiano. Allo stadio attuale infatti quelle che erano le fornaci e gli altiforni ucraini, concentrati nella parte orientale, giacciono in rovine; e il traffico di materie prime ferrose, necessarie per il funzionamento delle industrie friulane e venete, proviene dal Sud America. Il ministro, nel corso dell’incontro con il presidente Zelensky a Kiev, ha pertanto offerto quale sponda disponibile le due regioni orientali, specie Trieste; ma eccezion fatta per il grano, pure merce strategica a sua volta, per essere un hub logistico servono materie prime da estrarre e merci da commerciare, entrambi presenti nell’area industriale ucraina oggigiorno fronte diretto del conflitto. Lo sguardo è pertanto rivolto al futuro, ad avere un ruolo negli investimenti per la ricostruzione.
Scendendo nello specifico la proposta prevede l’utilizzo del Quadrante Europa di Verona, attraverso il corridoio terrestre numero 5, attraverso cui la capitale ucraina Kiev viene connessa con il nord est italiano.
Nel caso di Trieste il porto si presta a un collegamento intermodale – principalmente ferrovia, con il sovrappiù di tratti coi camion. Era già stato sperimentato, ma per ragioni umanitarie, nel caso di Odessa e dell’Ucraina occidentale. E merita osservare che si tratta di territori, nel caso della Galizia, che erano già connessi via ‘ferro’ un secolo fa (ad esempio Leopoli-Vienna), essendo all’epoca territori austroungarici. Nella forma diversa dei possedimenti zaristi e dei territori sotto dominio austriaco, Trieste ha una lunga storia di commerci con quella parte dell’Est Europa, tanto più considerando che vi erano ingenti giacimenti di petrolio (la ‘Baku polacca‘, nel caso della Galizia austriaca).
“Noi siamo a disposizione”, ha dichiarato intanto il presidente dell’Autorità Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino – “Abbiamo già le competenze necessarie per creare un collegamento via treno, come è già stato fatto in primavera per unire Trieste e Odessa. Questa nostra esperienza tornerà utile – spiega D’Agostino – se sarà necessario costruire un collegamento intermodale – di tipo ferroviario – dal nordest dell’Italia fino a Kiev”.
Grande entusiasmo dal presidente di Confindustria Alto Adriatico Michelangelo Agrusti secondo cui la scelta del ministro consente di “creare una relazione speciale con l’Ucraina” in quanto il porto di Trieste “dà all’Italia un ruolo che altri paesi non possono avere”.
Rimane l’incognita di una guerra che non si è ancora conclusa e la cui prosecuzione appare certa, almeno per i prossimi mesi.
[z.s.]


