Mobilità elettrica: facciamo il punto su come ricaricare le auto oggi

09.12.2022 – 08.53 – I veicoli elettrici rappresentano il futuro per i trasporti sia privati che aziendali, nell’ottica di una riduzione drastica delle emissioni dannose, fino a completa cessazione. Al momento, l’obiettivo sembra ancora lontano, visto che in Europa si supera di poco l’1 per cento dei mezzi elettrici; le prossime tappe, auspicabilmente, dovrebbero portare 65 milioni di auto elettriche per il 2030, per raddoppiare solo 5 anni dopo. Eliminare gradualmente i carburanti come la benzina, il metano, il GPL e il diesel, anche con mezzi ibridi, diventa così prioritario, così come creare dei punti di ricarica facilmente accessibili e dislocati lungo l’intero territorio. Capire come funziona la ricarica delle auto elettriche è quindi importante per rendersi conto che oggi questa operazione risulta essere molto più semplice grazie agli strumenti messi a disposizione degli utenti.

Ricaricare le auto elettriche. Ricaricare un auto elettrica vuol dire ridare energia a una batteria che si può ricaricare anche esternamente. A livello domestico, ad esempio, la corrente erogata non supera mai i 3 Kw, di norma: se si è in possesso di un veicolo elettrico, si può chiedere alla propria compagnia di raddoppiare tale quantità, magari con il supporto di fonti altrettanto ecosostenibili come i pannelli solari, laddove sia possibile. In particolar modo, esistono le cosiddette Wallbox, dispositivi in grado di ricaricare le batterie delle auto in modalità sia monofasica che trifasica, raggiungendo in sicurezza anche i 22 Kw. Ovviamente, uno dei progetti a livello europeo è anche quello di fornire colonnine esterne di ricarica alla portata di tutti, collocate ad esempio in prossimità di parcheggi privati di attività commerciali e di ristorazione o comunque in aree dove è possibile fermarsi per un vero e proprio “pieno energetico”. Uno dei più grandi vantaggi è che un’unica colonnina può anche servire più veicoli. E, a differenza delle ricariche lente o medie casalinghe, qui il tutto avviene in modo molto più rapido. Il motivo è da ricercarsi nella corrente esclusivamente continua che si genera in queste colonnine e che consente di avere di nuovo l’auto efficiente in circa 20 minuti. Per la corrente alternata casalinga, vi sono almeno 4 tipologie diverse di connettore alla batteria, anche a seconda del mezzo (ad esempio una bici elettrica piuttosto che un’automobile). Per la corrente continua delle colonnine stradali, invece, il connettore al veicolo è di un solo tipo e il cavo si trova già nel dispositivo fisso. Durante la carica, l’utente ha la possibilità di monitorare la progressione sia attraverso la colonnina che da app per smartphone dedicate, o più semplicemente dal sistema computerizzato a bordo.

Peculiarità dei veicoli elettrici. Un’automobile ibrida utilizza la rigenerazione che si crea con la frenata per ricaricare la batteria elettrica, ma presenta comunque una componente a carburante. Le batterie al litio che si trovano nel sistema propulsivo non hanno bisogno di ricariche elettriche, né casalinghe, né pubbliche. Naturalmente, le auto ibride al momento sono la fase di passaggio più importante per annullare, in un futuro non troppo lontano, le emissioni inquinanti in maniera totale. Presentano comunque una fonte di emissioni, seppure meno determinante, anche se a livello di prestazioni possono apparire maggiormente performanti. Chi si occupa di produrre le batterie per i veicoli esclusivamente elettrici sta lavorando per renderle sempre più durevoli nel tempo, con ricariche più brevi, mentre i costruttori di veicoli si adoperano perché siano persino più silenziosi di quelli attuali. Si ridurrà così anche l’inquinamento di tipo acustico. La tipologia di batterie inserite in un’ibrida sono anche di tipo plug-in, ovvero più grandi e durevoli nel tempo, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente l’uso del combustibile termico: l’unica contropartita è rappresentata da un peso supplementare che tende a generare consumi maggiori rispetto alle full-hybrid.

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