09.12.2022 – 11.34 – Il biennio pandemico 2020-21, tra nuove regole per il distanziamento fisico e l’obbligo del Green pass, aveva comportato per il settore della ristorazione un nulla osta a utilizzare gli spazi antistanti i propri locali, i ‘dehors’, collocando nelle zone pubbliche tavolini e sedie.
Una nuova circolare del Ministero però ha avvertito che, considerando come la pandemia sia ormai scemata nella mortalità e nei numeri, dal primo gennaio servirà l’autorizzazione della Soprintendenza per posizionare sedie e tavoli nelle aree di pregio architettonico delle città italiane. Una necessità connessa a un utilizzo a volte disinvolto dei privati dello spazio pubblico; in molte zone, specie turistiche, l’affollamento dei tavoli per la ristorazione impedisce il passaggio dei cittadini, allargandosi anche al di là delle zone prossime.
La circolare cita, nel FVG, le città di Udine, Trieste, Pordenone e Gorizia, ma anche Tarvisio, Grado e Aquileia, Venzone, San Daniele, Moruzzo e Sacile. Giro di vite pertanto sui dehors; fortemente contrastato dalle associazioni di categoria che lamentano la perdita del fatturato e le tempistiche ‘lunghe’ della Soprintendenza (120 giorni).
Il nuovo governo Meloni, simpatetico con le cause degli esercenti locali, ha rinviato l’obbligo dell’autorizzazione per i dehors, prorogato a sei mesi (30 giugno 2023). La decisione proviene dal Ministro della Cultura Sangiuliano che lo ha annunciato con un lungo discorso.
“È necessario contemperare due esigenze – ha osservato il ministro – Da una parte la tutela del paesaggio e dei beni architettonici, prevista nella Costituzione, dall’altra la garanzia e la tutela di chi fa impresa, di chi fa economia sul territorio, diritto anche questo sancito dalla Costituzione. Insomma, abbiamo il dovere di lasciar lavorare chi produce reddito e occupazione.
Per il momento abbiamo quindi deciso di dare parere favorevole a un emendamento alla manovra che prevede di prorogare la normativa esistente adottata in periodo di pandemia. Procederemo poi a mettere a punto, di intesa con le Regioni e gli enti locali, una disciplina che tenga conto delle esigenze di chi lavora, di chi fa impresa e fa il bene del Paese, senza dimenticare la tutela doverosa del paesaggio e delle nostre città” ha concluso Sangiuliano.
Vivissima soddisfazione da parte del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga che ha lodato le parole del Ministro della Cultura: è stata infatti risolta “una situazione ereditata dal suo dicastero e la cui soluzione gioverà a esercenti e commercianti del FVG. Il ministero accoglie le richieste del settore in un momento economico e congiunturale ancora molto delicato”.
[z.s.]


