Imprenditoria femminile, numeri in rialzo in Friuli Venezia Giulia. Ecco quali

10.11.2025 – 13.46 – Le imprese femminili attive in Friuli Venezia Giulia registrano un recupero segnando un +27% a Gorizia – nei tre trimestri dell’anno in corso – + 38%  a Trieste e +49% a Udine. Il dato è emerso questa mattina in Camera di commercio dove sono state illustrate le iniziative e i prodotti finanziari per l’imprenditoria femminile. A fare gli onori di casa il presidente Antonio Paoletti. Accanto a lui la presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile Cristina Rovis, il direttore di Confidi Fvg Pierluigi Medeot e la direttrice operativa di Aries Patrizia Andolfatto.  In base alle statistiche rese disponibili da Infocamere alla fine del 3° trimestre 2025 risultavano attivi in Friuli Venezia Giulia 137.017  “imprenditori” suddivisi in 97.524 maschi e 39.493 femmine (28,8%). A livello nazionale le imprenditrici risultavano alla stessa data il 27,9% del totale.

L’universo imprenditoriale femminile vede la prevalenza della classe di età da 50 a 69 anni (19.856 imprenditrici), seguita da quella da 30 a 49 anni (12.151) e dalle ultrasettantenni (5.890). Risultano dunque fortemente minoritarie le classi fino ai 29 anni (1595 persone, pari al 4,0%).

Sono 34.006 le imprenditrici attive di nazionalità italiana (86,1%), 3.790 le extracomunitarie (9,6%) e 1.671 quelle di origine straniera comunitaria (4,2%).  Tra le extra-comunitarie spiccano in particolare le imprenditrici originarie da Cina (564), Serbia e Montenegro pre-indipendenza (311), Svizzera (453), Albania (295), Francia (219); numerose anche le rumene (473).

Con riferimento al 3° trimestre 2025 le imprese femminili attive nella Venezia Giulia risultavano 19.959 su  87.087 (quindi con un tasso di “femminilizzazione” del 22,9%).

I settori di attività economica con i più alti tassi di femminilizzazione sono tradizionalmente quelli delle altre attività di servizi (i servizi di parrucchiera e di altri trattamenti estetici, dei centri per il benessere fisico,  attività di tatuaggio e piercing, servizi domestici svolti da lavoratori autonomi). In questo caso le imprese femminili sono la maggioranza (52,0% del totale imprese). A seguire la Sanità ed assistenza sociale (39,5%), l’Istruzione e formazione (29,3%), nonché le attività legate al settore turistico (servizi di alloggio e ristorazione, 35%)) e al commercio (25,5%).

Le imprese “femminili” sono nate per il 60% a partire dal 2010, solo il 4,3% prima del 1980. Considerando infine la riclassificazione per classe di natura giuridica delle imprese femminili si osserva la netta (e ovvia) preponderanza delle imprese individuali (71,3%), il 17,2% delle società di capitale e il 10,1% delle società di capitale, restando residuali le altre forme.

[e.b.]

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