Cabinovia, se ne discute in Comune. Previsto aumento costi

17.12.2022 – 09.36 – Una stazione in più per l’ovovia. È l’ipotesi spuntata nel corso della sesta commissione comunale presieduta da Salvatore Porro, che ieri mattina ha discusso la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) e la modifica del piano regolatore, passaggi propedeutici per la realizzazione della cabinovia.
Nel corso della riunione, durata quasi tre ore, i dirigenti e tecnici incaricati dal Comune hanno spiegato ai consiglieri presenti il progetto nella sua interezza.
Sono emersi dati in parte già trapelati in passato e alcune novità. Fra le certezze, l’aumento del costo per la realizzazione dell’opera da 48 milioni a quasi 62, in modo da contenere gli aumenti del costo (come da timori del consigliere Sclip), l’abbattimento di 1142 alberi del bosco Bovedo (a conferma di quanto richiesto dal consigliere Laterza) e la realizzazione di un parcheggio a monte per quasi 400 veicoli (Ukmar).

Parte del dibattito si è incentrato sulla possibilità, al momento molto remota, della realizzazione di una nuova stazione intermedia, laterale a via Bonomea, all’altezza della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa). “Il trasporto su fune può rappresentare una possibile soluzione alternativa anche a Trieste, ma deve essere sostenuto nell’ambito di precise strategie che avvantaggino, in primis, i residenti più prossimi alla linea – questa la proposta di Babuder – favorendo ad esempio i lavoratori della Sissa”. Un’opzione spalleggiata anche da Roberto Cason, ma che non ha al momento l’avallo tecnico. “Realizzazione una fermata ulteriore laterale a via Bonomea è complicato – questa la risposta del dirigente responsabile della mobilità Giulio Bernetti -. Capisco che servirebbe per drenare il movimento trasportistico di chi lavora alla Sissa, ma questa sì avrebbe un impatto paesaggistico molto pesante. Per realizzare una stazione di un impianto come questo serve uno spazio piano di 20 metri prima e dopo la fermata, che in quella zona non c’è. Ciò non toglie – ha aggiunto Bernetti – che in futuro non si possa pensare a una variante per quest’opera aggiuntiva”.

Altra novità: la realizzazione di un sentiero largo 2,5 metri lungo il percorso che attraverserà il bosco Bovedo, libero da alberi e arbusti, da utilizzare in caso di emergenza. Fatto che comporterà l’abbattimento di ben 1142 alberi, che verranno compensati, come sottolineato dall’agronomo Luigi Pravisani, “di un numero doppio di alberature rispetto a quelle tagliate”.
L’ingegner Fabio Lamanna, presente in videoconferenza causa Covid, ha spiegato che secondo le proiezioni fatte, grazie alla cabinovia si eliminerebbero circa 450 veicoli dei 2100 diretti in centro nelle ore di punta provenienti da nord-ovest.
Dati che hanno spinto il consigliere Laterza a chiedere lumi sul “paventato aumento di traffico sulla Costiera a causa dell’ovovia, sulla costruzione di un impianto a fune in aree natura 2000 e se la progettazione preliminare richiede di essere conforme al piano urbanistico per poter procedere”. Così Bernetti. “La norma sui siti di natura 2000 parla chiaramente di impianti di risalita e piste da sci. Se anche un domani in sede di ricorso qualcuno volesse estendere il divieto anche per gli impianti a fune, c’è sempre la deroga di un impianto utile per la salute in quanto riduce il traffico automobilistico”. Infine, sempre Bernetti ha sottolineato il fatto che “la Regione abbia inteso dire con il suo parere che con quest’opera non ci sarà impatto negativo sulle strade regionali”.

Critiche poi sono giunte da Famulari, che ha definito quella dell’ovovia “un’opera che punta tutto su una scommessa, quella dello sviluppo di porto vecchio” e da Ugo Rossi secondo il quale le analisi geologiche sono “approssimative”.
Da parte della maggioranza Giorgi, insieme a Vatta e lo stesso Babuder, ha criticato il modo in cui il progetto sia stato presentato alla cittadinanza. “Abbiamo peccato molto in comunicazione – così Giorgi -. Dovevamo far sognare i triestini e invece nulla è stato fatto per accattivare le simpatie dei cittadini sul progetto. La speranza è quella di invertire la rotta da qui in avanti”.

g.p.

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