Recessione tecnica per il Friuli Venezia Giulia? Sì, ma non per Trieste

24.10.2022 – 07.01 – L’ufficio studi della Cgia di Mestre ha confrontato i risultati economici dell’anno in corso con le proiezioni economiche per il 2023, giungendo alla conclusione che il Friuli Venezia Giulia entrerà anch’essa in recessione. Specificatamente, fermo restando l’imprevedibilità dell’attuale situazione geopolitica, tra crisi delle materie prime, inflazione e pandemia Covid, la Regione entrerà in una fase di recessione tecnica, cioè vi sarà un calo del prodotto interno lordo e, come sua conseguenza, della stessa produzione. Ma non mancano, dal Friuli industriale, all’Isontino, al capoluogo Trieste, i necessari distinguo.
La Regione entrerà infatti nella recessione nel 2023 con un tasso di crescita ridotto del 0,1%. Sardegna, Sicilia e Calabria sono le regioni che registreranno i numeri peggiori, con un calo del 0,5%; andrà meglio con un 0,2% di crescita su base annua per Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. Il Nord Est crescerà dello 0,1%; poco, ma quel che basta per non essere in recessione. Con l’eccezione, va da sé, del FVG.
Scendendo nel dettaglio Pordenone, per la natura di hub manifatturiero, pagherà il prezzo più alto, con un calo del 0,3%; seguito da Gorizia, con un tasso di crescita negativa del 0,2%. Udine vedrà anch’essa un calo, con una discesa del Pil dello 0,1%.
Trieste, secondo le previsioni della Cgia di Mestre, annasperà, boccheggerà, ma conserverà un tasso di crescita dello 0,1%. Pochissimo, si argomenterà; ma pur sempre una crescita. Come mai le previsioni della Cgia ‘salvano’ Trieste? Secondo le analisi, la città potrà contare sulla cantieristica della vicina Monfalcone; sulle società assicurative; e sebbene solo in ambito stagionale sul turismo.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore