
30.7.14 | 18.15 – Da domani a sabato, il football americano sarà di scena a Trieste, con la quinta edizione dell’American Bowl Camp, un evento didattico sportivo che avrà per protagonista il football a stelle e strisce.
L’iniziativa ideata da Riccardo Lonzar e organizzata dalla Proloco Muggia, in collaborazione con la Regione FVG, Turismo FVG, Comune di Trieste e Comune di Muggia, vedrà la partecipazione di giocatori e appassionati provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa e si terrà nella cornice dello stadio Pino Grezar, che ospiterà le sessioni di allenamento e negli spazi del “Palarubini”, dove si terranno le sessioni tecniche in aula.
Il patron Riccardo Lonzar nel presentare l’edizione di quest’anno ha sottolineato che, tra i partecipanti, oltre a quelli provenienti dall’Italia,Ungheria, Spagna, Serbia, Polonia, Slovenia, Croazia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Irlanda, ci sono anche due giocatori che provengono dalla lontana Danimarca.
Se lo scorso anno l’effetto trainante derivava dal mito di Jo Montana, quest’anno la fama dei “docenti” non è inferiore.
Oltre alle riconferme di Lamont Warren, Kris Haines, Matt Joyce e Shaun Gayle, le novità vengono dalla presenza di Steve Bono, ex giocatore ha vestito la maglia di numerose squadre della NFL quali i Minnesota Viking, Pittsburgh Steelers, San Francisco 49ers. e che sarà il quarterback in “cattedra”.
Un’altro dei nomi di spicco di questa edizione, è quello di Emery Moorehead, vincitore nel 1985, con la maglia dei Chicago Bears, del XX Superbowl contro i New England Patriots, che curerà il training dei “tight end”.
Una vera icona, inserito nella “Pro Football Hall of fame”, è la figura di Mike Singletary, tra l’altro vincitore con Moorehead, del XX Superbowl.
Conosciuto anche con l’epiteto di “The Heart of Defense”, nei 12 anni da professionista si è sempre confermato tra i migliori giocatori della propria squadra, vincendo in due diverse occasioni (1985 e 1988) il titolo di miglior difensore della NFL.
Singletary ha inoltre partecipato per ben 10 volte al “Pro Bowl”, venendo poi inserito nel “First-Team All-Pro” della lega in otto distinte occasioni. Nel corso della sua carriera ha saltato solo due partite (stagione 1986).
Conclusa la carriera di giocatore, l’ex Bears, ha iniziato quella di allenatore nel 2003 con i Baltimore Ravens, ha ricoperto poi il ruolo di Head coach dei 49ers, mentre attualmente è allenatore dei linebacker nei Minnesota Vikings.
Per gli amanti della difesa, ma del football in generale, si tratta di un vero mito al pari di quello di Jo Montana.
Completano il panorama del coaching staff, l’ex professionista NFL: Quentin Coryatt, linebacker (ex Colts e Dallas Cowboys).
Tra i coach provenienti dall’Europa, ci saranno l’italiano Giorgio Longhi, con una lunga carriera di giocatore alle spalle e già capo allenatore della Nazionale Senior e Junior; Aitor Trabado, alla sua seconda esperienza all’American Bowl Camp e Sebastiano Serrano, nella doppia figura di coach e rappresentante IFAF ( la Federazione internazionale del Football Americano).
L’American Bowl Camp è in predicato di divenire un evento ufficiale della Federazione Internazionale, visto che si tratta, come ha sottolineato Serrano di – “uno dei migliori eventi, per livello tecnico, in Europa”.
Come hanno voluto evidenziare gli organizzatori, quest’anno si è voluto dare un ampio spazio al settore Junior, per la prima volta infatti, ci sarà la partecipazione di una ventina di ragazzi di età inferiore ai 18 anni.
Si è voluto quindi, con questa scelta, ampliare l’aspetto educativo – il poter essere vicino a veri campioni sia nello sport che nella disciplina che lo sport professionistico richiede – rispetto ad un aspetto puramente agonistico, che comunque ovviamente sarà presente.
A corollario delle giornate del “Camp” si terrà anche un “clinic” per arbitri -con la presenza di una ventina di “zebre”.
I “docenti” saranno, Carl e Perry Paganelli, due importanti arbitri NFL in attività.
Carl Paganelli, in particolare ha diretto nella sua carriera ben quattro Superbowl, compreso quello di quest’anno.
Livello tecnico molto alto anche in questo ambito, a testimonianza – come ha sottolineato il rappresentante dell’associazione arbitri italiana- della volontà di migliorare sempre il livello dell’arbitraggio.
Chiudendo la presentazione, Lonzar ha ricordato che lo scorso anno, grazie anche alla presenza di Jo Montana, il Camp e quindi anche il nome della città di Trieste, hanno avuto “visibilità” internazionale, con servizi sulle televisioni austriache e con un’intervista (a Jo Montana) andata in onda su Sky Sport UK, nel corso dell’intervallo della partita di NFL tenutasi allo stadio di Wembley a Londra.
Tra le novità preannunciate per il prossimo anno, ci sarà l’introduzione, quale nuova disciplina del Camp, del “cheerleading”.
Il cheerleading è una vera e propria pratica agonistica ed uno degli sport più praticati negli Stati Uniti.
Attualmente sono 110 le nazioni ad avere iscritti praticanti e si tratta di un numero sempre più in crescita.
A Trieste, il gruppo delle “Cheerdance Millenium” ha iniziato la propria attività nel 1998, ottenendo nel corso degli anni significativi piazzamenti nazionale ed internazionali.
Un ottimo progetto, questo dell’American Bowl Camp, che come hanno sottolineato i rappresentanti delle istituzioni intervenuti, non potrà non avere ricadute, nell’immediato e nel futuro, per lo sviluppo turistico della Città e della Regione, con un occhio di riguardo verso i mercati di riferimento del nord Europa e non solo.
Quello che, immediatamente, colpisce di questa iniziativa, è il vedere grandi campioni, alcuni delle vere e proprie superstar negli Stati Uniti, mettersi a disposizione dei più giovani per trasmettere le proprie conoscenze, la propria passione per lo sport, non per particolari compensi, ma per il piacere di farlo.
Sono cose che destano sorpresa nella nostra realtà, dominato dal calcio e dal suo mondo “dorato”, con i suoi “eroi” spesso inconsistenti.
Marco Bonini
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