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venerdì, 9 Dicembre 2022

Crisi Wartsila, i 12 motori marini hanno lasciato Trieste

02.10.2022 – 09:30 – Dopo essere giunta per la seconda volta nel Golfo di Trieste lo scorso 27 Settembre, la nave cargo battente bandiera sudcoreana UHL Fusion, incaricata di trasportate in patria, presso la Daewoo Shipping, 12 motori marini costruiti presso lo stabilimento Wartsila di San Dorligo della Valle, in Provincia di Trieste, imbarcati a bordo i propulsori nuovi di zecca, nel pomeriggio di ieri, Sabato 30 Settembre, ha tirato su le ancore. Una decisione, quella di lasciar partire i motori, presa in accordo dalle sigle sindacali FIM, FIOM e UILM in seguito ad un incontro svoltosi assieme ai rappresentanti di Daewoo giunti più volte in città per cercare di sbrogliare il contenzioso tra il colosso finlandese, in procinto di dimettere oltre 450 lavoratori, e le maestranze, decise a non far uscire dalla fabbrica alcun prodotto finito previo annullamento del piano di licenziamento e riconversione degli spazi. Ad ogni modo, la partenza della nave con i motori Wartsila ha fatto storcere il naso agli operai e ai lavoratori portuali, dimostratisi sin da subito vicini ai primi con scioperi e manifestazioni di protesta. Tuttavia, le suddette sigle hanno rassicurato che d’ora in poi nient’altro, fuorchè elementi accessori dei 12 motori già costruiti ed imbarcati uscirà più dallo stabilimento giuliano. Lo scorso 23 Settembre il Tribunale di Trieste ha accolto il ricorso effettuato dai sindacati nei confronti dell’azienda finlandese riconoscndo la condotta antisindacale denunciata dalle sigle e condannando per questo Wartsila al pagamento di 150.000 euro; 50.000 per ogni segreteria, per danno all’immagine dei sindacati, ‘offesi’ davanti ai propri iscritti e alla cittadinanza. Successivamente, il piano di licenziamento è stato (temporaneamente) annullato.

 

 

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