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venerdì, 9 Dicembre 2022

Wärtsilä, stop ai licenziamenti. Inizia il secondo atto

24.09.2022 – 12.16 – Stop. Rewind. La sentenza del tribunale di Trieste che riconosce la condotta antisindacale di Wärtsilä riavvolge il nastro sulla procedura di licenziamento avviata lo scorso 14 luglio. Una doccia fredda per le istituzioni, che da subito avevano fatto scudo a lavoratori e sigle; cronaca di una morte annunciata per le RSU aziendali e le organizzazioni sindacali del polo industriale che, nottetempo, erano state notificate dall’azienda riguardo la decisione di dismettere la produzione di motori marini e civili, chiudere lo stabilimento giuliano e avviare la procedura di licenziamento per 451 operai, tecnici e impiegati diretti oltre a 250 lavoratori dell’indotto. È stato il giudice del lavoro Paolo Ancora a pronunciare la sentenza che ieri ha fatto storia: l’azienda dovrà risarcire per danno d’immagine FIM, FIOM e UILM per 50mila euro ciascuna e far ripartire il dialogo sulla procedura avviata. Wärtsilä Italia non ha adempiuto agli obblighi di informazione preventiva previsti dall’articolo 9 del Contratto nazionale dell’Industria Metalmeccanica, dall’accordo integrativo aziendale del 2016 e dal verbale di accordo del 9 maggio 2018, in relazione alle dinamiche economiche e produttive suscettibili di determinare ricadute occupazionali sul sito di Trieste, nonché con riferimento alla decisione di cessare l’attività produttiva del predetto sito e di avviare la procedura dei licenziamenti. In particolare il decreto del giudice Ancora ha ordinato a Wärtsilä di cessare la predetta condotta antisindacale e di astenersi per il futuro dal reiterarla. In conseguenza di ciò ha ordinato di revocare la comunicazione di avvio della procedura ex art. 1 comma 227 L. 234/2021 e di adempiere agli obblighi di informazione preventiva previsti.

Poco importa che l’intervento adesivo della regione Friuli Venezia Giulia sia stato ritenuto inammissibile, tant’è che la questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Regione verrà discussa il prossimo 28 settembre nell’udienza fissata a seguito del ricorso ex 700 del Codice di procedura civile. E poco importa anche perché la soddisfazione è tanta. C’è quella del presidente Fedriga, di Piero Mauro Zanin, di Rosolen e delle sigle; c’è addirittura l’ottimismo di UGL che augura “un dialogo costruttivo mirato a gettare le basi per nuove prospettive industriali della Wärtsilä per i prossimi anni”. CISL auspica l’immediato rilancio dell’attività industriale.
Una “battaglia vinta”, festeggia la candidata alla Camera del PD Caterina Conti. Una sentenza che fa giurisprudenza per Rifondazione Comunista; e non a torto.

Ma bisogna mantenere alta l’attenzione con il gruppo finlandese a guida svedese. Attenzione a “non volare troppo alti, perché il rischio di sfracellarsi è enorme” spiega il Collettivo Wärtsilä. E aggiungono come ai lavoratori di PSM Logistica, Quaiat e SeaMetal sia già stato comunicato “che la loro attività all’interno” del polo industriale di Bagnoli “finisce con questa settimana”. L’azienda non commenta, l’azienda non si fa sentire. E, con tutta probabilità, è solo l’inizio del prossimo capitolo. Per i lavoratori “la lotta è appena cominciata”.

mb.r

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