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giovedì, 6 Ottobre 2022

Verso il voto, Guerini e l’endorsment a Conti e Rojc

20.09.2022 – 09.23 – Presente a Trieste come ospite della terza edizione delle “Giornate del mare” organizzate dalla rivista di geopolitica Limes, il ministro della difesa e leader del Pd Lorenzo Guerini ha approfittato per un passaggio al gazebo dei democratici presente in piazza della Borsa. “Sono qui per dare un messaggio di incoraggiamento alle candidate Caterina Conti e Tatjana Rojc per gli ultimi giorni della loro campagna elettorale – ha detto Guerini -, loro due sono le candidate migliori per Trieste e la Venezia Giulia, responsabili e di qualità. Mi auguro perciò che per loro il 25 settembre rappresenti l’inizio di una nuova fase di responsabilità”.
Dopo l’endorsement per le due aspiranti deputata e senatrice, il ministro ha analizzato la situazione politica, senza risparmiarsi una stoccata agli ex alleati del M5S. “Le ragioni per cui il governo è caduto sono da ricercare nell’egoismo di alcune forze politiche – ha proseguito il ministro -, M5S in primis. La caduta del governo è stata inaspettata e questa campagna elettorale risente di ciò che è avvenuto, così sono rimaste senza risposta tante domande e tante richieste che gli italiani ci hanno rivolto nel corso di questi anni. Evidentemente i pentastellati hanno preferito puntare a crescere di qualche punto percentuale alle elezioni, invece di partecipare a uno sforzo complessivo all’interno dello spazio governativo per dare una risposta alle necessità degli italiani”.

Infine una battuta sulla situazione geopolitica internazionale. “Anche quanto sta succedendo nel cuore dell’Europa ha influenzato questa campagna elettorale. Le ricadute della guerra sull’Italia sono pesanti, così come è a rischio l’architettura della sicurezza di ogni Paese dell’Unione Europea. In questo senso l’Italia deve avere delle posizioni chiare. E noi, al contrario di altre forze politiche che hanno tenuto una posizione ambigua nell’ambito della guerra in Ucraina, abbiamo deciso fin da subito di schierarci convintamente dalla parte del Paese aggredito. È stata una scelta difficile, però di fronte a una guerra di aggressione non potevamo stare dalla parte dell’invasore”.

[g.p]

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