18.08.2022 – 10.41 – Si è concluso definitivamente il risanamento dell’area di Servola, iniziato con i lavori per la realizzazione del depuratore “che parla con il mare”, realizzato da AcegasApsAmga. Proprio nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il Certificato di Avvenuta Bonifica-CAB, un documento che sancisce il risanamento dalle contaminazioni storiche dell’ex scalo legnami, relativo all’ultima area che era ancora chiusa al pubblico: si tratta di 40 ettari di terreno tra la linea ferroviaria Campo Marzio-Servola e appunto l’ex scalo legnami, in via Altiforni, che ora torneranno a disposizione della città. L’area, in particolar modo, è una preziosa valvola di sfogo per le attività portuali che torneranno ad avere accesso diretto alla piattaforma logistica.
I lavori di bonifica sono stati curati e finanziati da AcegasApsAmga nell’ambito di un Accordo di Programma Quadro tra Regione e Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo economico, attraverso uno specifico Protocollo con l’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Orientale.
Si tratta dell’ultimo degli interventi effettuali nella zona dalla multiutility che nel 2015 iniziò la costruzione del depuratore “che parla con il mare”, poi entrato in funzione nel 2018. La bonifica dei terreni era necessaria ed è stata richiesta dal Ministero dell’Ambiente per contaminazioni precedenti. È stata effettuata anche su tutta la zona prima dell’inizio dei lavori di realizzazione del depuratore: con questo ultimo tassello, quindi, si conclude definitivamente il percorso che ha portato all’avvio del depuratore per cui AcegasApsAmga ha fatto squadra con tutti i soggetti coinvolti (Ministeri, Regione, Provincia, Comune, Autorità Portuale, Enti Controllo, Capitaneria, Ogs, etc), impegnandosi alacremente e permettendo alla città di essere la prima in Italia a rispettare le scadenze e quindi superare l’infrazione stabilita dalla Corte di Giustizia europea per il mancato rispetto dei requisiti di trattamento delle acque reflue urbane.
Grazie alla collaborazione fra AcegasApsAmga e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale (OGS) di Trieste, incaricato di effettuare un prolungato e mirato monitoraggio dell’impatto del nuovo impianto sull’ambiente marino, ogni trattamento delle acque del Depuratore è calibrato in modo dinamico, entro i limiti fissati dalle autorità di controllo. L’impianto è infatti in grado di regolare l’intensità del processo depurativo in relazione ai fabbisogni di sostanze nutrienti espresse dall’ambiente marino del Golfo di Trieste. Il mare, e quello di Trieste in particolare, vive di un equilibrio complesso e delicato, in cui quantità e qualità delle sostanze nutrienti presenti (come fosforo e azoto) sono fra gli elementi più importanti. E’ necessario assicurare al Biota marino condizioni ambientali ottimali per preservarne la diversità di flora e fauna.
[z.s.]


