22.08.2022 – 11.01 – Il Ministero della Cultura ha bocciato la richiesta, operata dal Comune di Trieste, per 6 milioni di fondi PNRR volti alla riqualificazione rispettivamente del Giardino Pubblico Muzio de Tommasini, del parco di Villa Revoltella e dell’Orto Lapidario di San Giusto. La richiesta del capoluogo giuliano si è posizionata abbastanza sul fondo della classifica per una serie di carenze rispettivamente nel Piano di gestione dei rispettivi giardini, nel miglioramento delle condizioni di accessibilità e sicurezza e infine nella qualità della proposta, con speciale riferimento alla digitalizzazione.
Sfuma pertanto il progetto di recupero per i rispettivi luoghi, annunciato a marzo; a cui si aggiungono i mancanti finanziamenti richiesti da altri enti, rispettivamente per il cimitero ebraico da parte della Comunità Israelitica (500mila) e per il giardino di San Giovanni, da parte di ASUGI (2 milioni).
Il caso forse più macroscopico è quello di Revoltella, “gemello” del parco di Miramare per le ambizioni del proprietario (il famoso barone) e l’ampiezza dell’area verde. Il finanziamento avrebbe permesso di restaurare lo chalet svizzero, un tempo abitazione del sindaco: un pregiato esempio di architettura finto tirolese, la cui struttura in ferro cade a pezzi da tempo. Erano inoltre previsto un consolidamento dei muri perimetrali, un reworking rispettivamente del sistema idrico ed elettrico, per evitare gli sprechi e inserire led a basso consumo energetico. Senza trascurare l’elemento di maggior peso, ovvero il patrimonio arboreo del parco, con esemplari plurisecolari.
Nel caso invece del Giardino Pubblico l’intervento appariva maggiormente incentrato sulla sicurezza, con l’inserimento di un sistema di videosorveglianza e la ristrutturazione dei bagni pubblici. La zona da tempo sembra alimentare due diverse anime; è area giochi con un veliero dei pirati nuovo di zecca; ma nel contempo è spesso luogo di spaccio e piccola criminalità.
[z.s.]


