14.7 C
Trieste
domenica, 25 Settembre 2022

Addio alla studiosa Luisa Crusvar, grande cultrice della Trieste orientale

10.08.2022 – 11.51 – È scomparsa in questi giorni, a settant’anni, la studiosa Luisa Crusvar: professoressa di lettere all’Istituto Carli, ma soprattutto figura di grande ricercatrice nell’ambito del mondo artistico triestino, con speciale riferimento alla sua collezione museale.
Crusvar infatti è stata tra le prime a interessarsi dei legami Giappone-Trieste, con riferimento al Civico Museo d’Arte Orientale: fu la prima a catalogare le stampe giapponesi acquistate a proprio tempo dalla famiglia Morpurgo; nel 1981 curò il catalogo della mostra “Il sentiero dei mille draghi”, incentrata sui reperti triestini; nel 2001 questa passione s’evolvette nella redazione della guida del Civico Museo d’Arte Orientale, della quale aveva anche curato l’allestimento museale. Seguirono altri volumi e altre ricerche; ricordiamo quantomeno “Ori e argenti, orefici e argentieri. Una storia rivisitata da Aquileia e Trieste”, “Giappone stampe e surimono dalla collezione dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste” e “Stampe giapponesi dell’Ukiyo-e”.
Una passione per l’oggettistica non limitata all’orientalismo, ma che si allargava all’arredamento ottocentesco; basti considerare la monumentale mostra “Abitare la periferia dell’Impero nell’800” che riscosse grande successo nella Trieste degli anni Novanta; mentre sulla stessa scia aveva collaborato per “L’interno in scena: mobili e arredi, stili e mobilieri a Trieste” e “L’oriente da camera, vezzi, arredi, mode esotiche a Trieste nel XIX secolo”.
La conoscenza del lascito dei Morpurgo era stato rinnovato nel 1995, quando Crusvar firmò un imponente lavoro sugli interni di Palazzo Revoltella, nell’occasione della mostra per il bicentenario triestino “Pasquale Revoltella. Sogno e consapevolezza del cosmopolitismo triestino”. Il fascino del Barone aveva nuovamente colpito nel 2012, quando si era tenuta la mostra “Trieste Suez. Storia e modernità nel ‘Voyage en Egypte‘ di Pasquale Revoltella”, ultima collaborazione della studiosa con la storica istituzione.
Il Museo Revoltella ha commemorato la studiosa, ricordando “il rapporto tra Pasquale Revoltella e l’impresa della costruzione del Canale di Suez, quella che Crusvar chiama ‘la magnifica ossessione di un banchiere d’affari’, un contesto di situazioni, relazioni, storie e luoghi che rendono l’argomento una lettura davvero unica, quasi un romanzo”.
Spostandosi in ambiti maggiormente moderni, Crusvar si era anche interessata della Trieste novecentesca, con il volume “Gli affreschi di Carlo Sbisà e la Trieste degli anni Trenta” (1980) e la mostra per il Museo Revoltella su Dino Predonzani (2005), incentrata sulla scomparsa tradizione delle decorazioni delle navi.
Come lo scomparso Corrado Premuda, anche Crusvar si era infine interessata della figura di Leonor Fini, per la quale aveva redatto un saggio all’interno della mostra “Leonor Fini. L’italienne de Paris” (2009), affascinata a sua volta dalla figura della pittrice triestina.

[z.s.]

spot_img
Avatar
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore