Wärtsilä, le ipotesi sul futuro del polo di Bagnoli

14.07.2022 – 09.28 – Il futuro del polo giuliano della Wärtsilä si tinge delle tinte peggiori. L’ipotesi che circola in questo momento, stando a quanto trapela da azienda, sindacati e istituzioni, è quella di uno stop della produzione pressoché totale, affidando allo stabilimento di Bagnoli compiti di mera assistenza tecnica. Il tutto condito dal licenziamento di 400 lavoratori. A riportare le voci il quotidiano locale, Il Piccolo. Atteso per il 21 luglio il report sull’andamento dell’azienda durante i primi sei mesi del 2022. Non sono passate neppure due settimane dall’ultimo annuncio del colosso finlandese, che aveva siglato un contratto con l’azienda italiana CMC Marine per la distribuzione della propria produzione di idrogetti di medie dimensioni. Secondo i termini dell’accordo, CMC sarà responsabile della vendita, distribuzione, installazione e assistenza post-vendita di waterjet Wärtsilä in Italia, Malta e Monaco.
Trasporto pubblico, servizi, industria. È un periodo duro per il capoluogo giuliano. Ancora una volta è USB – l’unione sindacale di base, a puntare i piedi. La dirigenza Wärtsila è “spregiudicata”, spiega la sigla in una nota, “per mesi ha raccontato bugie, inaccettabile la dichiarazione di chiusura e di spostamento della produzione”. Stando a quanto raccontato dai sindacalisti dell’USB Wartsila Italia avrebbe mentito a tutti. “Alle stituzioni quando pochi mesi fa ha garantito la sua presenza produttiva sul territorio e la garanzia della continuità occupazionale. Ha mentito ai lavoratori e a chi li rappresenta, raccontando di un futuro roseo e prolifico”. Invece, “siamo davanti alla solita Wartsila”, aggiungono con una buona dose di sconforto, “La multinazionale senza scrupoli che ciclicamente ha messo in esubero personale con una cadenza quasi biennale, riducendo sistematicamente la forza lavoro e accaparrandosi risorse pubbliche per farlo”. I sindacati chiedono un immediato intervento della politica locale e nazionale, un nuovo tavolo con il ministero per rimettere l’azienda “al proprio posto”, aggiungono ancora.
Infine l’annuncio: “Va aperta subito una mobilitazione complessiva per il futuro industriale di Trieste, i lavoratori devono difendere i propri posti di lavoro e la città deve difendere i lavoratori”.

mb.r

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