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lunedì, 15 Agosto 2022

Pochi autisti a Trieste, botta e risposta tra TPL e sindacati

02.07.2022 – 11.40 – USB, l’unione sindacale di base, è pronta a una mobilitazione straordinaria per smuovere la situazione del trasporto pubblico locale di Trieste. Martedì erano stati i sindacalisti dell’UGL FNA a sollevare un polverone denunciando la necessità di implementare l’organico a bordo dei bus urbani. Il presidente di TPL FVG, Maurizio Marzi Wildauer, aveva immediatamente fissato un incontro con le sigle; il vertice si è svolto nella giornata di giovedì 30: i sindacati avevano esposto direttamente al presidente le tematiche che volevano portare all’ordine del giorno, confermate ieri in conferenza stampa da Sasha Colautti, dell’esecutivo provinciale di USB. Un numero insufficiente di autisti, una programmazione del servizio impostata “utilizzando lo straordinario come base strutturale”, l’accusa di non avere “un vero interesse ad implementare il servizio”. E ancora, richieste di lavoro straordinario “praticamente obbligatorio”, la mancata applicazione del turnover; poi, problemi legati a permessi, contratti, gestione delle risorse e la situazione di stress alla quale sono sottoposti i lavoratori.
“Le problematiche portate alla luce – ha fatto notare Marzi Wildauer – sono tutte legate allo stesso tema”: è la difficoltà nel reperire autisti, gravata dalle procedure d’assunzione, che sono “lente e complicate”, ha spiegato.
Neanche la Driver Academy, costituita assieme alla regione, è bastata a placare gli animi. “Trieste Trasporti e TPL FVG per arginare il fenomeno è corsa ai ripari organizzando una Driver Academy – si legge nella nota diramata ieri da USB – che grazie al contributo della regione organizza dei corsi gratuiti per il conseguimento della patente e la futura assunzione, che però è a tempo determinato in somministrazione di lavoro (agenzia interinale)”.
Logica del risparmio? Il presidente del TPL regionale non ci sta: “Non si tratta di logica del risparmio, bensì delle difficoltà di cui abbiamo già parlato”, ha ribadito. “Ad ogni modo – ha concluso – la faccenda è all’attenzione dell’azienda, il disagio è noto e stiamo cercando di accelerare le nuove assunzioni, rimpinguando l’organico”.
USB, però, non si ferma. Gli animi sono esacerbati dalle “limitazioni” che “impediscono di usufruire dei propri diritti liberamente, sempre con la solita motivazione di esigenze di servizio”, ha fatto sapere la sigla. USB vuole aprire un tavolo di confronto plenario in presenza di azienda e istituzioni; altrimenti sarà “l’autunno caldo del TPL”.

mb.r

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