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lunedì, 15 Agosto 2022

Legalità e antimafia, l’appello di Libera Gorizia ai neoeletti sindaci

01.07.2022 – 17.30 | In tempi difficili, come quelli che – tra pandemia, crisi economica e guerre in corso – ci troviamo purtroppo a vivere attualmente, il pericolo di pesanti infiltrazioni malavitose nella vita pubblica diventa sempre più forte e, spesso, la mano nera del crimine organizzato riesce a insinuarsi anche all’interno degli organi delle istituzioni. Le elezioni amministrative possono essere in tal senso una grande occasione per le organizzazioni malavitose di condizionare l’andamento della vita pubblica, anche e soprattutto, nell’attualità, nell’ottica di indirizzare gli ingenti flussi di denaro destinati proprio agli enti locali nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Proprio per questo, prima della tornata elettorale, l’associazione Avviso Pubblico (che riunisce gli amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica) aveva diramato un appello, rivolto a tutte le persone candidate e a tutto l’elettorato, in cui, in dieci punti, si chiedeva sostanzialmente agli aspiranti amministratori di impegnarsi attivamente contro la mafia e all’elettorato di partecipare alle elezioni.

Adesso che le elezioni amministrative sono andate in archivio, con anche il secondo turno svoltosi nello scorso fine settimana, la sezione goriziana dell’associazione Libera: Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ha voluto far pervenire ai neoeletti sindaci dei comuni di Monfalcone, Cormons, Ronchi dei Legionari, Sagrado e San Canzian d’Isonzo una lettera aperta (firmata da Francesca Giglione, referente provinciale dell’associazione, e dal coordinamento di Libera Gorizia insieme al Presidio di Gorizia intitolato a Marcella di Levrano, assassinata dalla Sacra Corona Unita pugliese a nemmeno 26 anni) per invitarli, si legge: “ad un’assunzione di co-responsabilità per le nuove amministrazioni che si impegneranno nei prossimi cinque anni.”.

L’appello di Avviso Pubblico chiedeva a chi fosse candidato di sottoscrivere l’appello articolato in dieci punti e composto dalle seguenti richieste: rifiutare i voti e il sostegno da parte di chi vive nell’illegalità e rendere trasparenti le fonti di finanziamento; istituire un assessorato che si occupi direttamente della lotta alla criminalità organizzata; di impegnarsi a istituire programmi di formazione del personale sulla lotta alle mafie; di promuovere iniziative di promozione della cultura della legalità; di impegnarsi affinché l’Ente utilizzi per finalità pubbliche i beni confiscati alla mafia sul proprio territorio; di favorire l’accesso agli atti da parte dei cittadini, anche aiutandoli a conoscerne e comprenderne i linguaggi; di favorire accordi tra l’ente e le istituzioni preposte alla lotta all’evasione fiscale, all’usura e al riciclaggio di denaro; di favorire l’utilizzo da parte dell’Ente di Patti di integrità; di favorire l’adozione da parte dell’Ente di un regolamento in materia di gioco d’azzardo; di favorire il monitoraggio dei progetti realizzati nell’ambito del PNRR. Temi, questi, ripresi anche dalla missiva indirizzata da Libera ai neo sindaci, che si riporta integralmente di seguito e nella quale Libera chiede di inserire nei programmi amministrativi tali punti.

“Gentile Sindaco, A partire da questa settimana Lei inizierà i cinque anni di servizio per la sua Comunità enunciando di fronte al Consiglio Comunale della sua città i suoi intendimenti programmatici, momento di significativa valenza politico-amministrativa che riassume e indica non solo cosa una amministrazione intenda fare, ma anche le priorità e le modalità con cui intende raggiungere i suoi obiettivi. LIBERA- Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, che la scrivente rappresenta nella (ex) provincia di Gorizia, in diverse occasioni ed in particolare nell’autunno del 2021 ha pubblicamente posto l’attenzione sulla presenza sempre più diffusa e pervasiva sul territorio regionale della criminalità organizzata. Questo dato è stato sottolineato con estrema chiarezza dal procuratore Antonio De Nicolo (intervento del 24 ottobre 2021 al Kulturni Dom di Gorizia). LIBERA ha inoltre registrato più volte negli ultimi anni, anche con specifiche ricerche, che – come in altri territori del Nord Est italiano – la popolazione non sia ancora del tutto al corrente delle attività illecite perpetrate dalle organizzazioni criminali. LIBERA ritiene che anche gli amministratori delle nostre zone debbano alzare il livello di attenzione e di azione di fronte a ciò che non è mera ipotesi, ma preoccupante realtà. Il procuratore De Nicolo auspica che ogni cittadino sia sentinella di legalità, tanto più devono esserlo quindi i primi cittadini. Siamo quindi con la presente a chiederLe, a nome di LIBERA (come presidio goriziano intitolato a Marcella di Levrano e come Coordinamento di Libera Gorizia), di inserire nel suo discorso programmatico di inizio del suo servizio quinquennale alla comunità espliciti riferimenti alla situazione esposta. Parole che possano concretizzarsi in un impegno da parte dell’amministrazione da Lei guidata a operare sui temi: – dell’attivazione di strumenti e sottoscrizione di accordi con le istituzioni preposte a prevenire e a contrastare l’evasione/elusione fiscale, l’usura e il riciclaggio di denaro di provenienza illecita; – dell’affiancamento alle realtà produttive, economiche e commerciali esposte ad acquisizione, compartecipazione e sleale concorrenza da parte del potere economico mafioso; – della trasparenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti (ecomafie); – del riutilizzo a favore della comunità di eventuali beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; – dell’attuazione di atti di prevenzione e contrasto allo sfruttamento lavorativo in diversi settori; – della collaborazione con le istituzioni educative perché l’educazione alla legalità e la consapevolezza della presenza della criminalità organizzata siano elementi caratterizzanti il percorso di crescita delle nuove generazioni; – della cura e attenzione attiva al mondo della marginalità, spazi in cui la criminalità può dare risposte e trovare consenso a scapito delle istituzioni. Certi che porrà tutta la dovuta attenzione a quanto abbiamo avuto il  piacere di scriverLe e restando a disposizione per eventuali collaborazioni future. Speranzosi di poter costruire insieme nei nostri territori, Cordialmente, Francesca Giglione Referente provinciale insieme al coordinamento di Libera Gorizia e al Presidio Libera Marcella di Levrano”.

Il rischio delle infiltrazioni mafiose nelle pubbliche istituzioni è, oggi, quantomai forte. Dalla crisi economica – che di per sé è sempre elemento favorevole alla proliferazione della criminalità organizzata – agli ingentissimi quantitativi di denaro proveniente dalle casse comunitarie nell’ambito del PNRR per le opere pubbliche (altro terreno, purtroppo, sempre fertilissimo per la mafia in assenza di controlli o in presenza di collusioni o interessi convergenti). Nelle settimane precedenti alla tornata elettorale, diversi candidati e candidate in tutta Italia sono stati arrestati proprio per i rispettivi legami con la criminalità organizzata. Segno, questo, che il problema è davvero vivo, reale e incombente e che da parte delle istituzioni serve un livello di guardia massimo, al fine di evitare di consegnare il Paese alle mafie per i prossimi anni. In tal senso, le istanze di Avviso Pubblico e Libera (già raccolte in diversi territori ove si sono tenute le elezioni, anche grazie a comitati cittadini che le hanno fatte proprie e le hanno poi sottoposte alle forze politiche e civiche scese in campo) sono un richiamo da non eludere. Per il futuro di tutte le nostre comunità.
[E.R.]

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