Hockey, il grido d’allarme dei Tigers: “Abbandonati dalla città”

07.07.2022 – “Ci sentiamo abbandonati al nostro destino, principalmente sul discorso del campo, visto che a Trieste di impianti non ce ne sono.”. È il grido d’allarme di Mike Angeli, presidente della Tergeste Tigers, squadra di hockey in line triestina che dopo aver vinto lo scorso torneo di Serie B (battendo nella finale dei playoff il Torre Pellice) affronterà per la prima volta nella sua storia la massima divisione nazionale insieme ai concittadini dell’Edera. O meglio, dovrebbe: il condizionale è d’obbligo, visto che – come dichiarato dal numero uno del sodalizio giuliano alle colonne della testata sportiva triestina City Sport – proseguire l’attività sportiva è tutt’altro che scontato.

Come si può intuire dalle dichiarazioni di Angeli, il problema principale che la società si trova ad affrontare è quello delle strutture: “Di fatto – spiega il numero uno dei Tigers – possiamo utilizzare solo quello del Polet (situato a Opicina, nda) dove andremo a giocare le partite di campionato e che ringraziamo molto per l’aiuto che ci ha dato e che ci continuerà a dare. L’altro campo a disposizione per gli allenamenti, quello di via Boegan, non è a norma e sembrerebbe sussistere attualmente una deroga unicamente per l’Edera, l’altra squadra di hockey inline anch’essa in serie A.”. Ma da parte dei “cugini” non arriva l’aiuto richiesto: “Alla nostra richiesta di poterci allenare lì – ha proseguito Angeli – il presidente però non ha voluto assumersi la responsabilità di aprire le porte al nostro sodalizio.”.

Il problema è molto serio, dato che anche i regolamenti federali impongono in tal senso degli obblighi: “La mancanza di un campo per noi è un grande problema, visto che tra gli obblighi del regolamento federale c’è anche quello di avere due settori giovanili da affiancare alla prima squadra.”. Difficile, dunque, programmare una stagione sportiva in queste condizioni. Anche perché, senza la disponibilità di un impianto, oltre ai problemi prettamente sportivi si aggiungono anche quelli che potrebbero nascere con gli sponsor, la cui visibilità non puoi essere garantita, stanti così le cose: “Come può – è lo sfogo di Angeli – una società crescere in queste condizioni, quando c’è un problema anche semplicemente ad allenarsi? Come possiamo far crescere i ragazzi del nostro vivaio o dare visibilità agli sponsor in questa maniera?”.

Insomma, Angeli chiede alla città un minimo di riguardo per il sodalizio che presiede: “Siamo partiti 13 anni fa da zero, rimboccandoci sempre le maniche e arrivando alla massima serie con un roster fatto quasi interamente da triestini. La sensazione è quella di essere stati dimenticati da un’intera città: sappiamo di essere uno sport minore, ma nell’ultimo periodo nonostante i successi non abbiamo ricevuto nemmeno un colpo di telefono per le giuste congratulazioni a questi ragazzi che hanno compiuto un’autentica impresa, in mezzo a tante difficoltà.”. Angeli si appella infine alle realtà imprenditoriali cittadine per un aiuto alla squadra: “Facciamo appello a tutti coloro che vogliono darci una mano tramite una sponsorizzazione che sarebbe davvero importante per la nostra attività e per dare continuità al lavoro fatto in tutti questi anni.”.

Nella giornata di martedì 5 luglio, la società aveva pubblicato un post sui propri canali social (che riportiamo di seguito), facendo capire alle istituzioni cittadine di volere essere ascoltata: “Hey Comune di Trieste, quando vuoi veniamo anche noi a trovarti nel Salotto Azzurro; sentiamoci un po’ prima perchè a breve cominceremo la preparazione per la prossima Serie A di hockey inline, conquistata con il nome della città e l’alabarda sul petto e grazie al record di vittorie in cadetteria. Un gruppo di amici, per lo più triestini, che alla fine di maggio ha tessuto un’impresa inseguita per oltre 10 anni dalla sua fondazione. Per noi lo sport non è solo vittoria, è sacrificio (e infatti non abbiamo ancora un campo) è saper stare assieme (e siamo sempre di più) ed è saper reagire alle difficoltà (nel primo anno completo dopo la pandemia, ce ne andiamo nel massimo campionato).”.
[E.R.]

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