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lunedì, 27 Giugno 2022

Di Maio fonda “Insieme per il futuro”: le reazioni del FVG, i legami passati

23.06.2022 – 12.12 – “In questi giorni alcuni di noi, molti qui presenti, sono stati messi di fronte a un bivio: scegliere tra le posizioni del proprio partito e la statura e la credibilità dell’Italia, noi non abbiamo avuto dubbi da che parte stare. In questi giorni travagliati ho sempre tenuto a mente di aver giurato, da Ministro, sulla Costituzione della Repubblica che chiede di mettere davanti ad ogni cosa il nostro paese anche quando si devono fare rinunce politiche, rinunce al tuo partito”. È con queste parole che Luigi Di Maio ha iniziato a spiegare le motivazioni che lo hanno portato ad un abbandono del Movimento 5 stelle. Durante il suo discorso all’hotel Sina Bernini Bristol di Roma, il Ministro degli Esteri ha infatti commentato la risoluzione sulla guerra in Ucraina, approvata poche ore prima dal Senato. Un testo che, tra le altre cose, impegna il governo italiano ad aumentare i propri sforzi diplomatici per porre fine al conflitto: “La prima forza politica in parlamento ha messo in discussione sia il lavoro del Presidente del Consiglio che del Ministro degli Esteri continuando a mettere in difficoltà il governo anche in occasione di importanti vertici internazionali solo per provare a recuperare qualche punto percentuale, senza neanche riuscirci – fa riferimento ai risultati delle elezioni comunali del 12 giugno – la guerra non è uno show mediatico, questa guerra è maledettamente atroce, maledettamente vera e le persone morte sono reali”.
Fa così riferimento al M5S, lanciando l’accusa di una manovra mediatica. Al documento della risoluzione sulla guerra in Ucraina si è infatti arrivati solo dopo lunghe trattative, in particolare per i dubbi espressi proprio dal Movimento 5 stelle, guidato da Giuseppe Conte.
Di Maio ha poi simbolicamente salutato e ringraziato il suo ormai ex partito e ha dichiarato la nascita di un nuovo progetto: “Insieme per il futuro. Non un partito personale ma una vera e propria ondata”.
“Quella di oggi è una scelta sofferta, che mai avrei immaginato di dover fare – preannuncia il Ministro davanti ai giornalisti – Oggi, è difficile dirlo, io e tanti altri colleghi lasciamo il Movimento 5 Stelle, lasciamo quella che da domani non sarà più la prima forza politica in parlamento. Da oggi inizia un nuovo percorso insieme a persone che hanno scelto di guardare al futuro. Abbiamo bisogno di aggregare le migliori capacità e i migliori talenti perché uno non vale l’altro e se c’è una parola che deve essere al centro di un nuovo progetto per il paese quella parola dev’essere verità. Insieme per il futuro sarà di tutti coloro che vorranno condividere questo progetto”

Nell’ambito del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia questa scissione non ha intaccato più di tanto la compattezza del gruppo Cinquestelle, infatti “non è una cosa che si è dovuta decidere a livello di gruppo; da quello che ho capito dalle reazioni dei colleghi siamo tutti e rimaniamo tutti nel Movimento 5 stelle”, spiega il consigliere Cristian Sergo.
La consigliera Dal Zovo ha evidenziato lo stato d’animo del Consiglio: “Ho sentito la sua conferenza stampa, e non credo che l’intenzione del Movimento 5 stelle fosse di attaccarlo o indebolire il governo, ma semplicemente di far riflettere su alcune questioni che sono importanti e che bisogna affrontare. Nessuno del Movimento ha detto che non bisognava sostenere l’Ucraina.”
“Rimane un dispiacere per il gesto di Di Maio – continua la pentastellata – e la scelta di tutti i parlamentari che lo hanno seguito, un numero molto grande. Scelta che non condivido, ma non posso fare altro che augurare buon lavoro. Non è questa la strada giusta per risolvere le questioni, altrimenti chiunque ha un’opinione diversa esce e fonda un nuovo partito”, conclude Dal Zovo.
Sicuramente vi è dispiacere da parte dei consiglieri del Movimento, “anche perché con Luigi Di Maio abbiamo fatto un percorso lungo che ha portato a risultati anche in regione. Mi auguro che la collaborazione da parte sua e da parte di chi lo sta seguendo in questo percorso, per quanto riguarda la regione Friuli Venezia Giulia e i consiglieri con cui hanno sempre avuto rapporti, possa continuare. Perché ricoprono sempre figure istituzionali”, conclude il consigliere Cristian Sergo.

Il Ministro degli esteri Luigi Di Maio, nel corso del suo ruolo, in questi anni, ha presenziato occasionalmente a Trieste e in Friuli Venezia Giulia per incontri diplomatici soprattutto con il suo corrispondente sloveno Anže Logar ma anche con il croato Gordan Grlić-Radman in occasione della definizione sulla questione ZEE.
Di recente poi, lo stesso Di Maio, ha preso in considerazione il porto di Trieste per creare un “corridoio marittimo per il trasporto delle materie prime alimentari, anzitutto il grano, dai porti ucraini”, porto che aveva già sostenuto nel 2018 nell’ambito degli investimenti cinesi a favore della Nuova “Via della Seta”.
In passato inoltre ha promesso di impegnarsi per la questione, in sospeso dal 2016, di Giulio Regeni dichiarando che: “Il perseguimento della verità è sempre stato, e continuerà ad essere, un obiettivo fondamentale da raggiungere nelle nostre relazioni con l’Egitto. Alla verità hanno diritto Giulio e la sua famiglia, ma anche l’Italia intera” .
Nel corso della sua carriera come presidente della Camera dei Deputati Di Maio è stato a Trieste anche in visita agli enti scientifici e di ricerca del capoluogo regionale con l’obiettivo di toccare con mano le potenzialità delle giovani attività imprenditoriali e delle start-up più innovative.

[v.l]

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