01.06.22 – 14.51 – Una, due, tre navi bianche. Il ruolo di Trieste come polo crocieristico continua a crescere: da occasionale rada per le navi destinate a Venezia, il capoluogo ora è divenuto per assenza di reale concorrenza nel mar Adriatico un importante punto di attracco. E la necessità di ormeggi continua a salire, con Trieste che inizia a raggiungere un livello di saturazione.
Uno studio preliminare dell’Authority portuale di Trieste vorrebbe proporre come aumentare le capacità crocieristiche della città, ma ne evidenzia anche i limiti puramente infrastrutturali. Lo studio, reso dapprima pubblico da Il Piccolo e successivamente ripreso dai giornali specializzati, prevede il recupero del Porto Vecchio in chiave crocieristica, con due navi dalle dimensioni massime di 300 m sul Molo IV all’ingresso dello scalo e altre due, dalle classiche dimensioni di navi bianche, presso la banchina principale. Un’altra nave di lusso (uno maxi yacht?) verrebbe inoltre posizionato presso il Molo III. In questi ultimi tre casi risulterebbero però necessari lavori di adattamento infrastrutturale imponenti, volti a fornire quelle comodità non reperibili nello scalo giuliano. Sono assenti infatti metrò, servizi navetta, financo semplici bus per condurre i turisti dal cuore del Porto Vecchio all’area cittadina; e la stessa zona è ancora in larga parte abbandonata. Non vi sono né bar, né ristoranti, né negozi, né alloggi; e d’altronde lo sviluppo di un’area vasta come quella del Porto Vecchio non può essere vincolata alla scommessa dell’arrivo o meno delle navi crocieristiche.
Quali altri luoghi utilizzare? Rimane il molo Peschiera, nuovamente nel cuore cittadino; senza va da sé dimenticare i due ormeggi del molo Bersaglieri.
Sotto il profilo tecnico la posizione presso il Molo III e la banchina presenta oggettive difficoltà connesse al vento di Bora, potenzialmente capace di spezzare gli ormeggi; lo stesso ingresso e uscita dal Porto per navi di simili dimensioni non è pericoloso, ma certamente è difficile. Le possibili stime prevedono una banchina allungata e una nuova Stazione marittima nel 2025, con un’apertura della stagione delle crociere “rinforzata” nel 2026. La nuova Stazione, ha osservato D’Agostino, rimarrebbe in ogni caso sotto la gestione pubblica, affidato al Trieste Terminal Passeggeri.
[z.s.]


