05.04.2022 – 17.55 – Il Porto di Trieste va sottacqua e ora, con la Fiera Fruit Logistic Berlino, va fuori dal Porto stesso, verso l’entroterra giuliano. Il nuovo progetto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale prevede infatti la creazione di un polo logistico specificatamente dedicato all’ambito agro alimentare sostenibile, denominato Prosecco Fresh Hub. Si desidera intercettare l’asse commerciale che dal Mediterraneo procede verso l’Austria e la Germania; dal sud al nord attraverso la “piattaforma logistica” del Friuli Venezia Giulia. La zona, non a caso, è vicinissima all’asse viario autostradale che connette il Nord Italia con l’Est Europa.
L’investimento prevede più di 58 milioni di euro spalmati su un’area complessiva di 155.000 metri quadrati che prevedono il nuovo mercato ortofrutticolo di Trieste e di un magazzino refrigerato dedicato a varie tipologie di merce. Il magazzino refrigerato si estenderà su una superficie di 18.000 metri quadrati e potrà garantire 20.000 posti pallet a temperatura controllata e sarà differenziabile a seconda delle esigenze degli operatori. Il progetto sembra dunque confermare, per il trasferimento dell’ortofrutticolo, la scelta di Prosecco accennata dal sindaco Roberto Dipiazza durante la presentazione del Piano delle Opere Triennali 2022.
Le tecnologie utilizzate saranno di ultima generazione per quanto riguarda le tecniche costruttive e di coibentazione. La logistica di magazzino sarà completamente automatizzata e basata su logiche di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi.
Il mercato ortofrutticolo di Trieste, dal suo canto, si svilupperà su una superficie di 7.200 metri quadrati e, grazie alla sua ubicazione e al suo collegamento funzionale con l’hub refrigerato, potrà facilitare le operazioni di sdoganamento e distribuzione urbana delle merci.
L’approvvigionamento energetico dell’intero polo sarà garantito da un parco fotovoltaico di ultima generazione installato sulla copertura degli edifici, ottenuto ottimizzando le superfici occupate dalle infrastrutture senza consumo di spazio bioproduttivo.
La struttura sarà connessa a propria volta con il porto di Trieste grazie ad un’area logistica di 3000 metri quadrati e alla sua immediata vicinanza all’asse viario autostradale al fine di incentivare l’occupazione e la commercializzazione dei prodotti agroalimentari tanto in import, attraverso il potenziamento dei collegamenti diretti con l’Africa Mediterranea e Medio Oriente, quanto in export, attraverso l’apertura di concrete opportunità di internazionalizzazione per le imprese del territorio.
Con l’implementazione infine del regime di Punto Franco la struttura sarà un unicum a livello internazionale, suscitando l’interesse dei maggiori stakeholders, e rendendo possibili ingenti investimenti, grazie alla presenza in loco degli uffici dell’Amministrazione doganale e della Guardia di Finanza che permetteranno un rapido espletamento delle operazioni.
Considerato lo stato della maggior parte degli immobili, si è scelto di demolire totalmente i fabbricati esistenti recuperando tutti i possibili sprechi derivanti dalla demolizione stessa. In tal senso, l’intervento si pone anche come un importante riqualificazione di un’area, da sempre votata alla logistica, ma ad oggi in disuso ed in evidente stato di abbandono. Ai 6.500.000€ necessari per le demolizioni e per la preparazione dei terreni, si aggiungono 42.500.000€ per la costruzione e la pavimentazione degli edifici. Si stima, inoltre, un costo di 9.000.000€ per l’acquisizione delle aree, per un totale di 58.500.000€.
Il progetto finale è stato presentato con un apposito evento a Berlino, moderato dalla giornalista Barbara Gruden, corrispondente RAI per la capitale tedesca, e alla presenza dei maggiori operatori e terminalisti del settore. Erano anche presenti il vicepresidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia Massimiliano Ciarrocchi e il Presidente dell’Authority Zeno D’Agostino.
Il Presidente D’Agostino ha sottolineato che “Per far crescere il porto bisogna investire fuori dal porto. Prosecco Fresh Hub è fondamentale perché unisce la capacità di innovazione tecnologica a una fortissima accessibilità dell’area”.
Si tratta, dunque, di un progetto di forte impatto dal punto di vista della sostenibilità:
“C’è integrazione con la ferrovia, che è sempre il nostro must e che quindi è l’elemento di punta della nostra presentazione di oggi. C’è l’integrazione con tutto il mondo della logistica del fresco regionale: dalla SDAG di Gorizia, Seadock, Interporto di Trieste, Samer&Co. Shipping, a Trimar – oggi ci siamo tutti e presentiamo come sistema i nostri servizi al mercato internazionale, non solamente le infrastrutture, perché alla fine sono i servizi degli operatori privati che danno il vero valore aggiunto a quello che stiamo facendo.”
[z.s.]


