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lunedì, 5 Dicembre 2022

Bitcoin: quanti ne sono stati estratti e quanti ne rimangono

16.04.2022 – 13.50 – Lo scorso venerdì, e non si tratta di un “pesce d’aprile”, si toccata una quota record in riferimento all’estrazione di Bitcoin, con cui si paga anche il caffè. Infatti, è stato ottenuto il blocco numero 730002 all’interno della blockchain della valuta digitale più conosciuta a livello mondiale. Ed ecco che la rete, come ricompensa, ha provveduto all’emissione di una cifra storica, ovvero del Bitcoin numero 19.000.000. Insomma, si è provveduto ad estrarre la bellezza di 19 milioni di Bitcoin fino a questo momento. Si tratta di numeri veramente pazzeschi, a maggior ragione se pensiamo che il limite teorico di Bitcoin che si possono estrarre è pari a 21 milioni.

Siamo vicini alla fine dell’estrazione di BTC? Come si può facilmente intuire, per chi non ha esperienza con il mondo delle criptovalute, il fatto di aver già estratto 19 dei 21 milioni, limite massimo teorico, di Bitcoin, porta a farsi delle domande sul futuro. L’apparenza, questa volta più che mai, inganna. Infatti, non è affatto corretto dire che siamo vicini alla fine delle operazioni ed è una bella notizia per chi sta investendo sul Bitcoin con Plus500 e le altre piattaforme digitali. Infatti, per la struttura attuale che caratterizza la rete, le stime prevedono che, per poter completare l’estrazione dei rimanenti due milioni di Bitcoin, il tempo necessario si aggira intorno ai 120 anni. Insomma, ogni discorso legato al termine di tali operazioni dovrebbe essere rimandato al 2140.
Chi non conosce oggigiorno questa valuta digitale? Impossibile, senza dimenticare come è anche una delle prime criptovalute che è stata lanciata sul mercato e si basa su alcuni principi ben specifici. La rete garantisce la produzione di nuovi Bitcoin in tutti quei casi in cui un blocco di transazioni viene incorporato all’interno del proprio registro.
L’estrazione dei blocchi avviene solo ed esclusivamente dopo aver risolto dei calcoli matematici particolarmente complessi. Il primo utente che è in grado di terminare un blocco riceve una ricompensa ben precisa, ovvero un certo numero di Bitcoin.
Ad ogni modo, la blockchain si caratterizza per diminuire, in modo progressivo, l’importo della ricompensa. Una tendenza che si intensifica più aumenta il numero di blocchi che vengono estratti. Il numero di Bitcoin che sono stati aggiunti alla rete, così come inevitabilmente al portafoglio digitale dell’utente che ha provveduto alla loro estrazione, viene ridotto del 50% ogni 210 mila blocchi.
L’estrazione dei blocchi si verifica con una cadenza pari a 10 minuti, ma è bene mettere in evidenza come un solo blocco venga estratto sull’intera rete di miner. Nel corso delle fasi ancestrali di questa ben nota valuta digitale, ciascun blocco che veniva estratto portava in dote qualcosa come 50 Bitcoin, mentre negli ultimi tempi tale valore è diminuito fino a toccare i 6 BTC.
Perché c’è un limite massimo. In tanti si chiedono il motivo per cui è stata prevista una soglia massima di Bitcoin estraibili. Ebbene, si tratta di una delle condizioni più importanti che sono state inserite all’interno del codice sorgente della moneta da parte del suo creatore, ovvero tale Satoshi Nakamoto.
Si tratta, per chi non l’avesse ancora capito, di una peculiarità che non si trova molto facilmente nell’universo delle valute digitali, ma si tratta di una condizione pensata e voluta. Infatti, l’obiettivo di Nakamoto è quello di creare, in poche parole, una sorta di versione in digitale dell’oro. Quindi, è chiaro che avrebbe dovuto essere una risorsa finita ed è proprio questo aspetto che può condizionare in modo importante il suo valore. Dall’estrazione dei 18 milioni di BTC si è arrivati ai 19 milioni nel giro di tre anni. Più la rete tende ad ampliarsi, ecco che il Bitcoin diventa molto più raro e complicato da estrarre, esattamente lo stesso meccanismo che caratterizza l’oro.

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