La “Madonna delle Rose” di Tiziano al Castello di Miramare. C’è anche il “Theatrhum Pictorium”

05.04.2022 – 08:00 – Dal 17 Marzo al 19 Giugno 2022, presso la “Sala Progetti” del Museo Storico del Castello di Miramare, a Trieste, resterà esposto il dipinto “La Madonna delle Rose” realizzato dal celebre pittore veneto Tiziano Vecellio, noto ai più con il nome di Tiziano. Il quadro, è giunto nel Capoluogo Giuliano direttamente dalla collezione di dipinti della Galleria degli Uffizi di Firenze, concessa in via temporanea dal suo direttore Eike Schmidt che lo scorso anno era stato a Trieste alla cerimonia di consegna del Sigillo Trecentesco del Comune di Trieste all’attuale direttrice del Museo e Parco di Miramare, Andreina Contessa. L’opera, un dipinto a olio su tavola (69×96,5 cm) databile al 1530 ca, nel corso dei secoli ha avuto una lunga storia di viaggi e spostamenti tra i confini del Vecchio Continente. Nel XVII secolo, infatti, è appartenuta all’arciduca Leopoldo Guglielmo d’Asburgo, il quale raccolse presso Bruxelles una delle più grandi e prestigiose collezioni d’arte dell’epoca. Successivamente, il quadro sarà trasferito a Vienna dove andò ad accrescere la sua collezione domestica. In quegli anni, 1660 ca, fu riprodotta nel volume “Theatrhum Pictorium”, un catalogo illustrato delle opere italiane e fiamminghe di proprietà dell’Arciduca pubblicato nel 1660 dal pittore belga David Teniers il Giovane. Infine, nell’ambito di uno scambio di dipinti tra l’Imperatore Francesco II d’Asburgo ed il Fratello Ferdinando III di Toscana, l’opera sarà trasferita presso la sua attuale sede, gli Uffizi fiorentini, nel 1893. Nell’accordo, ritornarono in Italia anche altre importanti opere quali la “Flora” (anch’essa del Tiziano e databile 1515) e l’“Allegoria Sacra” di Giovanni Bellini. Il dipinto “La Madonna delle Rose” racconta storie di doni, scambi e peregrinazioni di opere d’arte e prende il nome convenzionale dalle rose che san Giovannino, sotto lo sguardo materno della Vergine, porge al Bambino, attributo di divinità fin dai tempi antichi. L’opera in questione rappresenta secondo gli esperti uno dei migliori esempi delle Madonne tizianesche realizzate a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 del 1500. Eccezion fatta per un’esposizione temporanea avvenuta nel 1978, il quadro fu conservato nei depositi fiorentini dal dopoguerra al 2001, a causa di numerose problematiche legate alla sua salvaguardia. Con l’avvento del nuovo millennio, il dipinto troverà infine un’adeguata collocazione nella “Sala 28” della Galleria degli Uffizi, il salone dedicato al pittore di Pieve di Cadore, accanto ad opere di altri colleghi suoi coevi quali Sebastiano del Piombo e Palma il Vecchio.

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