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sabato, 2 Luglio 2022

Qui Enaip: gli altri siamo noi, parole in libertà

Gli altri siamo noi: parole in libertà è un percorso di riflessione rivolto e, soprattutto, creato ascoltando e coinvolgendo gli allievi delle classi prime dei corsi di istruzione e formazione professionale di Enaip Friuli Venezia Giulia che ha visto come facilitatori Pino Roveredo, formatore e scrittore e Davide Zotti, docente e presidente dell’associazione A Scuola per Conoscerci.
“In una società complessa quale l’attuale, possedere un pensiero critico che ci consenta di riflettere in modo autonomo e razionale senza affidarci a giudizi o pregiudizi e di valutare noi stessi, sapendo individuare i nostri punti di forza e di debolezza, è una delle competenze più importanti per affrontare con libertà la vita adulta, sia lavorativa che personale”. Con queste parole Luca Alborghetti, direttore dell’area giovani di Enaip FVG, ente da sempre e per vocazione impegnato nella “costruzione” di cittadini prima ancora che di professionisti, ha dato avvio a questa lezione speciale tenutasi al Molo 4 della Stazione Marittima di Trieste che ha concluso il percorso.
“Il percorso – ha continuato Alborghetti – è stato incentrato sul concetto di diversità, ma anche di ricchezza che possiamo rintracciare nei vari aspetti della vita: dai tratti somatici con cui nasciamo, agli orientamenti personali, alle convinzioni religiose e politiche, alle disabilità fisiche e psichiche. Il punto di partenza della riflessione è stato l’articolo 3 della Costituzione italiana che, pur esprimendo il concetto di uguaglianza davanti alla legge, sancisce anche il diritto di ciascuno di noi alla diversità. Una diversità che non è mai assoluta, ma sempre riferita a qualcos’altro e stabilita in base a dei criteri sempre relativi”.
Nel periodo precedente all’evento, Roveredo e Zotti avevano chiesto, introducendo in aula il percorso ai ragazzi, di rispondere ad alcune semplici, grandi domande relative al mondo in cui sono immersi e relative a temi come il denaro, la guerra, la politica.
“Non sono un professore, sono un autista di parole – così ha esordito Pino Roveredo nel leggere le risposte dei ragazzi – il mio compito di oggi è leggere le domande che vi fatto, senza giudicare, se non siete d’accordo con le risposte ditemelo chiaramente”. E così, come un fiume, sono partite le risposte, a volte scontate, a volte toccanti, sempre profonde e interessanti, come una finestra che si apre nel mondo dei giovani, un mondo a noi adulti sempre più chiuso, distante, difficile da decifrare. Alla domanda: “Cosa faresti se vincessi 200mila euro?” le risposte erano comprerei case, macchine, moto, qualche viaggio, tanti aiuti alla famiglia, donazioni a chi si occupa degli altri ed un poetico “Comprerei 200mila euro di felicità”, a dimostrazione che anche una domanda stupida può portare a risposte intense e sorprendenti. E poi alla domanda: “Cosa faresti se potessi essere sindaco per un po’?” ecco abbassare le tasse, togliere la mascherina, e d energia gratis per tutti. Qualcuno vorrebbe cambiare la scuola, qualcuno le leggi per gli stranieri, che non danno abbastanza opportunità, qualcun altro aprire una grande fabbrica per dare da lavoro e tutti poi anche dare la possibilità di chi è in carcere di rimediare e rifarsi una nuova vita.
E ancora, alla domanda: “Cos’è la guerra?” le risposte da qualcosa che rovina la vita di persone che non c’entrano a qualcosa che vivo tutti i giorni ma anche una cosa inutile perché tutto si potrebbe chiarire con le parole. E qualcuno la guerra vorrebbe andare anche a combatterla e, comunque, in casa se ne parla poco. Veniamo a: “cosa pensi della politica?” la domanda con più schede bianche, come l’ha definita Pino Roveredo ma anche molto rifiuto: è tutta una fregatura, da detesto, è la vera mafia, sono tutti corrotti e non mi interessa”. E poi: “Cosa ti porteresti in un’isola deserta?” Un’ascia, un martello perché i ragazzi sono concreti, ma anche al cellulare (che, ahimè non funzionerà) ma comunque mai un libro… E infine alla domanda “A cosa non rinunceresti?” torna il senso di famiglia, il desiderio di libertà e trasgressione e tenerezza di questa età: a me stesso alle mie passioni alla mia famiglia, a mio fratello, alla mia libertà, ai miei sogni, al mio gatto.
Ha chiuso l’incontro Erica Mastrociani, presidente di ACLI ed Enaip FVG sottolineando l’importanza della grande responsabilità che hanno, oggi più che mai, le parole: “Le parole indicano come vogliamo vedere le cose – ha commentato la Mastrociani – capisco il vostro senso negativo nei confronti della politica, ma vorrei proporvi il senso di questa parola, sapere tenere insieme cose diverse”.

di Giovanni Manisi

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