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venerdì, 12 Agosto 2022

Buona, economica, ecologica. Ecco perchè è meglio bere acqua di rubinetto

19.2.19|14.26-Bere acqua di rubinetto non solo non è dannoso per la salute, ma comporta anche vantaggi economici e ambientali notevoli. È quanto emerge dal report del gruppo Hera “In buone acque 2018”, un’analisi sulla qualità delle acque potabili nel territorio di Trieste giunta al decimo anno di pubblicazione (la relazione presa in considerazione qui è uscita a settembre 2018).

L’acqua dell’acquedotto è classificabile come di tipo oligominerale a basso tenore di sodio, con una una buona azione diuretica, di bassa durezza (contenuto di Sali di Calcio e Magnesio) e microbiologicamente pura. I risultati, frutto di oltre 2.800 analisi al giorno, sono ampiamente entro i limiti di legge nel 99,9% dei casi. Hera precisa però che “i dati forniti non possono considerare eventuali modifiche ai parametri qualitativi che dovessero essere determinate dalle caratteristiche della rete interna all’abitazione dei clienti”.

Tuttavia l’incognita sull’affidabilità sanitaria delle condotte di casa può essere facilmente superata. A trieste sono infatti presenti tre distributori dell’acqua (in Via Giulia 108, in Via Grego-a lato della fermata dell’autobus-e in Via Robert Koch 3) da cui ci si può rifornire a prezzi contenuti di acqua microfiltrata sia naturale che frizzante, riutilizzando le proprie bottiglie vuote.

L’acquedotto di Trieste però fornisce anche acqua tranquillamente potabile. Merito dei trattamenti di potabilizzazione, la cui sequenza completa prevede:
Sedimentazione : è un processo fisico che consente di rimuovere le sostanze solide sedimentabili presenti nell’acqua dalla quale si separano generalmente per gravità;
Chiariflocculazione: consiste nell’addizione all’acqua di alcuni composti chimici (es. sali d’alluminio) che favoriscono l’aggregazione di piccole particelle, non altrimenti sedimentabili, in aggregati più voluminosi, favorendone la rimozione nella fase di filtrazione;
Ossidazione: agenti chimici interagiscono con i contaminanti disciolti, facilitandone la rimozione;
Filtrazione: elimina le particelle ancora presenti dopo i precedenti processi;
Disinfezione: trattamento finale, che agisce sulla componente microbiologica residua e assicura l’assenza di microrganismi patogeni; usualmente è effettuata con prodotti a base di cloro: ipoclorito di sodio e biossido di cloro.

Il biossido di cloro viene prodotto in soluzione liquida per reazione tra acido cloridrico e clorito sodico presso l’impianto, i cloriti sono i suoi sottoprodotti di disinfezione. All’ipoclorito di sodio, già pronto per l’utilizzo, più economico e meno persistente, si associano invece come sottoprodotti della disinfezione i trialometani.

Proprio la presenza del cloro è uno dei principali motivi della diffidenza verso l’acqua di rubinetto, eppure è un elemento indispensabile, la cui introduzione nei primi anni del secolo scorso ha ridotto, unitamente ai trattamenti di filtrazione, a livello mondiale la diffusione di patologie connesse all’acqua utilizzata per l’alimentazione. Il dosaggio di disinfettanti a base di cloro è importante per la disinfezione, poichè consente di mantenere un residuo di disinfettante lungo tutta la fase di distribuzione, e garantisce al cittadino l’eliminazione di microrganismi potenzialmente patogeni.

Affinchè l’acqua perda il sapore e l’odore tipici del cloro, basta lasciarla in una brocca-così da consentire al cloro di volatilizzarsi gradualmente-o consumarla fredda, dato che l’acqua a bassa temperatura risulta più gradevole.

Altra opinione tanto diffusa quanto infondata è il rischio, bevendo acqua di rubinetto, di sviluppare calcoli renali. In realtà i Sali di Calcio non costituisco un rischio per la salute e la letteratura medico-scientifica esclude tali pericoli, come spiegano il Dott. Gianni Pastore, primo ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ente di ricerca del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali) “Bere l’acqua di rubinetto non fa assolutamente venire i calcoli. La letteratura scientifica è molto chiara su questo punto. Calcio e magnesio sono estremamente importanti per il nostro organismo.” e Vincenzo Cennamo, Responsabile gastroenterologia dell’Azienda USL di Bologna: “L’acqua di rubinetto non fa assolutamente venire i calcoli.”.

Infine, servirsi dell’acqua di rubinetto da un lato riduce l’uso delle bottiglie di plastica-uno dei prodotti rinvenuti più frequentemente sulle spiagge italiane, come emerge dall’indagine Beach Litter condotta da Legambiente dal 2014 al 2017-, dall’altro permette al consumatore di risparmiare, perchè non prevede i costi per l’imbottigliamento e la distribuzione altrimenti obbligatori per l’acqua in bottiglia.
Ecologia, risparmio e sicurezza garantita da controlli accurati basteranno, almeno a Trieste, per fidarsi dell’acquedotto?

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