Identikit della Giunta Dipiazza: conosciamo Serena Tonel

03.12.2021 – 12.30 – È passato un mese da quando il Sindaco Roberto Dipiazza, sotto i portici di Palazzo Cheba, presentava la sua nuova squadra per il mandato della continuità, ma non solo: tra volti noti, e meno, la Giunta comunale, in una uggiosa giornata di novembre, si mostrava alla città, con deleghe raggruppate in ordine di attinenza e di uffici.
E, nel clima di una linea politica preservata, ma con un tono di rinnovamento dettato dalla nuova formazione amministrativa, scoprire, o riscoprire, i protagonisti di questo mandato è un viaggio che non può non esser fatto.
Una serie di interviste dedicate per approfondire la nuova Giunta comunale di Trieste, che prendono il via da Serena Tonel, Vicesindaco nonché custode delle Politiche economiche, con deleghe in attività produttive, commercio, mercati, sportello unico per le imprese, teatri, società partecipate.

Un nuovo percorso ma con la stessa linea politica: oltre alla continuità, quali saranno le novità e gli obiettivi più importanti che vorrebbe raggiungere entro la fine del mandato?

“Sicuramente parlando di quelle che sono le mie deleghe, una grande sfida è quella del sostegno al commercio: è un settore che negli ultimi anni, per il cambio di abitudini anche del consumatore, è in grande crisi o comunque in un momento in cui si va trasformando in un modo molto profondo.
Io credo che il sostegno in questo ambito, soprattutto a quello che noi definiamo commercio di vicinato, che riguarda il tessuto economico delle zone periferiche, sia una grande sfida, perchè riguarda anche la tenuta sociale delle periferie e, comunque, la qualificazione di aree urbane decentrate.
Dobbiamo occuparcene in modo integrato, puntando sicuramente al sostegno delle attività economiche, ma anche dell’animazione culturale, del ridisegno umanistico, con un occhio attento anche all’aspetto del green.

L’obiettivo è rigenerare e ravvivare le zone periferiche, ma non solo: forse le posizioni più difficili sono quelle limitrofe, che non si trovano in pieno centro, ma non sono ancora tanto decentrate”.

Ad esempio?

“Sicuramente parliamo di quella zona che sta tra centro storico e zone periferiche, che però hanno un’identità specifica. Penso a San Giacomo, a Borgo San Sergio, a Roiano, dove comunque è già più facile che ci siano degli aggregati.
Poi ovviamente c’è il sostegno allo sviluppo del Porto Vecchio, e a tutto ciò che il Comune può fare per pianificare al meglio tutta la zona a supporto del porto a vocazione industriale, logistica, eventualmente manifatturiera; in modo da costruire una sorta di retro porto industriale.
Poi, naturalmente, c’è anche il sostegno alle attività triestine: penso all’artigianato artistico, alle botteghe storiche, su cui si potrebbero costruire anche dei percorsi legati alla cultura, alla città che fu. Lavoreremo anche sulla candidatura di Trieste quale città creativa UNESCO: un obiettivo che ha sicuramente una base culturale che però permetterebbe di sviluppare anche l’economia, creando una sorta di turismo legato alla letteratura.

Infine, c’è da offrire maggiore offerta per la croceristica, che si sta consolidando ma ha bisogno di essere costruita passo passo, in sinergia con l’Autorità Portuale e il Terminal Passeggeri”.

Prima di diventare Assessore, qual è stato il suo percorso di studi e le sue esperienze lavorative? 

“Io sono laureata in giurisprudenza, con una tesi in diritto amministrativo.
In realtà avevo iniziato anche un anno di medicina, portando a termine praticamente tutti gli esami del primo anno, facendo poi un cambio di rotta approdando a giurisprudenza.
Ho fatto poi un’esperienza di studi a Regensburg, di un anno, che è stata molto formativa e stimolante. Poi, successivamente, ho lavorato nell’azienda di famiglia, che è un’azienda commerciale legata al settore della tecnologia, nello specifico componenti elettronici professionali. In seguito ho avuto un’esperienza nelle segreterie di un assessore regionale, costruendo pian piano il mio ruolo e la mia passione per la politica.
Si è trattato in realtà di un passaggio abbastanza inaspettato, ma che mi ha fatto capire quanto è importante occuparsi di pubblica amministrazione: io sento questo ruolo come un occuparsi, servire e mettersi a disposizione della propria città e della comunità”.

Per quanto riguarda invece la sua esperienza politica?

“Nasce grazie all’entusiasmo dell’attuale Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, che è molto coinvolgente in tutte le cose che fa. Ci conosciamo da molti anni e lui aveva sicuramente una passione politica molto spiccata fin da giovanissimo: la nostra amicizia è diventata poi nel tempo anche condivisione di esperienza politica.
Lui naturalmente ha un grande talento e una velocità maggiore nella mia nell’approccio agli incarichi pubblici, però anche io mi sono ritrovata in certe situazioni in cui effettivamente serviva qualcuno con un determinato profilo e quindi è stato un avvicinarsi graduale, pur avendo fatto comunque tutta l’esperienza politica dalla base.
Per me è infatti fondamentale formarsi anche all’interno di un partito per imparare ad occuparsi della cosa pubblica. Credo ci voglia molta preparazione e anche conoscenza che deriva, appunto, dall’esperienza. Tante campagne elettorali, tanto osservare chi aveva già degli incarichi, essere affiancati e poi, infine, ritrovarsi a dover ricoprire in prima linea dei ruoli politici”. 

Tra tutte queste esperienze, qual è stata quella per lei cruciale per affrontare al meglio ora la carica da Assessore?

“Io credo che sia un insieme di fattori, non penso ce ne sia uno determinante: la preparazione tecnica è una cosa utile, che aiuta, quindi la mia laurea in giurisprudenza è sicuramente indicata, ma non è tutto. Preoccuparsi di politica ed essere un pubblico amministratore non basta, serve molto intuito, capire le persone, prevenire i problemi e non farsi trovare impreparati; e questo deriva dall’esperienza: è come fare tanti chilometri quando si guida, diventando sempre più esperti nel tempo”.

Come mai è stato scelto per lei questo assessorato e le relative deleghe?

“Tutto il pacchetto delle attività economiche lo ricoprivo già nella precedente Giunta, si è inserito poi il discorso delle partecipate e naturalmente i teatri: si tratta di una delega particolare perchè, a quanto si dice, sono l’unico assessore ai teatri in tutti Italia e credo che questo sia significativo del grande patrimonio materiale e immateriale che Trieste ha; e quindi esprimere una delega specifica su questo mostra un indirizzo politico ben preciso, per valorizzare questa rete.
Per quanto riguarda le deleghe alle attività economiche, il Sindaco ha detto che alla fine del mandato precedente le categorie economiche hanno chiesto una riconferma, perchè evidentemente abbiamo lavorato bene, soprattutto in un periodo molto difficile come quello della pandemia. Abbiamo cercato di contenere i danni, sostenendo il più possibile soprattutto il piccolo commercio e il settore dei pubblici esercizi e, per quanto possibile, anche l’alberghiero, continuando a lavorare sulla promozione della città e coltivando l’arrivo di turisti quando sarebbe stato possibile. Quindi questo grande lavoro ha creato un legame molto forte con le categorie economiche, vendendo a quanto pare riconosciuto”. 

[c.c]